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Una vecchia amicizia

Era la mia Milano antica del passato
dopo la guerra tornata a riviver a fatica
a vita nuova con le sue speranze
le illusioni nate tante là in via Padova
là tra vecchia Turro e Crescenzago,
per scale e ballatoi di case
vecchie di ringhiera a chi
primo facesse alla porta
bussar le domeniche mattina
e di vender tentar dei preti
l'Italia il Vittorioso e l'Unità
per il partito suo un bambino
e un vecchio guercio mezzo
storpio tra loro a gara fanno,
pie illusioni le loro una o due
copie e ti senti fortunato.
Gente stanca addormentata
dura faticosa la lunga settimana
pochi s'aprono quindi gli usci
al tocco indelicato fermo forte
delle mani fermi il più serrati
solo nell'ora spenta grida parole
aspre insulti il via danno alla catena
del turpiloquio ai due disturbatori
che così tra loro dopo gli screzi primi
baruffe tra nemici concorrenti
le minacciate zuffe per una priorità
che spesso al nulla portava e porta
diventato tardi un gioco una amicizia
nacque poi sparì un giorno di lui più nulla
seppi sparito allora ma ancor presente
oggi nebbia dei ricordi miei cari:
l'ultima volta nel prato di un comizio
una sera alle bandiere rosse lui vicino
seminascosto da quelle dal palco prudente
più lontano io : "Ai bimbi loro due volte
al giorno le mamme russe la cioccolata danno"
così senza microfono a voce alta forte
viva dal palco tra l'altre cose dette e tante
nella foga del comizio gridava una compagna
sua a queste parole mi cercò si voltò e mi sorrise

 

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