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Codex

Nelle turbìne siamo macinati spilli
piccoli esseri d'acciaio
chiodi di croce a zampilli

Nelle cantine ci conservano
come riserve ammuffite
insieme a fogli di giornali
con le ostilità finite

Sopra i cieli si consumano battaglie
una hit parade senza musica
nella terra si muovono frattaglie
che nessuno più recupera

Il rumore del vento è provocazione
il seme è figlio di modificazione
le labbra frutto di plastica idrogenata
l'occhio tirato a lucido dall'ultima pomata

Nella vita apparente siamo morti di cristallo
sotto lune di alluminio ci crediamo corallo
nella morte al sole siamo zombie sorridenti
ci verrà dato un nome e un numero
dai potenti

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 24/08/2013 11:45
    Molto apprezzata... complimenti.

3 commenti:

  • vincent corbo il 07/03/2013 14:21
    La contrapposizione tra essenza e apparenza, due mondi lontanissimi ma complementari, terreno fertile ai potenti, a coloro che decidono le sorti dell'umanità, l'evoluzione del costume, a volte anche un concetto distorto di arte.
  • augusto villa il 16/02/2013 20:43
  • Fabio Magris il 12/02/2013 11:40
    Un quadro su genere apocalittico, ma purtroppo vero. Mi piace la scelta delle parole. Complimenti.

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