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Dal pianeta blu ad un livido viola

Fu
il tempo dei treni perduti
delle monorotaie
degli infiniti percossi

erano i campi gli orologi del tempo
ore di mais si alternavano a ore di castagne
quando furono bruciate le melodie delle stagioni non rimase più nulla

barbe dure
pizzichi di barbiturici
convogli
di auto fermate

in divieti di sosta

occhi
finestrini spaccati

dalle mani di notte insonni

documenti
di folla

gettati per strada
calpestarono il viso di una nota impazzita

sulla pelle bluastra di un rosso tramonto
apparve
un livido viola

con chiome di mughetto la primavera di una donna lasciò scorrere i suoi inascoltati versi su una tastiera inondata da nubi bianche

il mio viso
un pianoforte piantonato da un forte pianto

 

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4 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Alessandro il 17/02/2013 23:25
    Colori, metrica dinamica, allitterazioni, immagini evocative. Mi inchino dinanzi al tuo immutato talento visionario.
  • Anonimo il 17/02/2013 19:22
    Versi incantevoli e vibranti di emozioni che l'autore come sempre sa trasmettere. Molto apprezzata... Bellissima Vincenzo!!
  • Anonimo il 17/02/2013 16:04
    Ei fu, siccome blu, fece la spola e divenne viola. Intanto passò il tempo che non so e lasciò un piantoforte sul viso da pianoforte, mentre le melodie delle stagioni stazionarono sempre in divieto di sosta, proprio davanti alla posta.
    Che dire Vincé? Hai reso perfettamente il concetto, anche se mi chiamo salvatore!
    Bravissimo Vincè!
  • Rocco Michele LETTINI il 17/02/2013 10:55
    Incantare ne li tuoi magici versi è la sola tua volontà... IL MIO ELOGIO VINCÈ
  • roberto caterina il 17/02/2013 08:57
    Mi piace l'idea nella chiusa del viso come un pianoforte immobilizzato e guardato a vista dal pianto..

4 commenti:

  • stella luce il 18/02/2013 14:21
    versi stupendi... quasi magici e sognanti
  • denny red. il 17/02/2013 23:32
    erano i campi gli orologi del tempo..
    Molto Bella!! Ottima chiusa Ben scritta,
    intensa.. Sempre Bravo.
  • loretta margherita citarei il 17/02/2013 17:47
    molto bella cap
  • Anonimo il 17/02/2013 08:18
    quei tempi non ci sono più... da "quando furono bruciate le melodie delle stagioni non rimase più nulla" porta a profonda e sofferta riflessione sempre bravo Vincè un abbraccio...

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