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Sotto un cielo diverso

C'è un solco improvviso su cui
mi capita di sedermi a testa china,
chiacchierare con le dita unte,
e poi sorridere, mostrando
sì e no quattro denti.
Non sono mai da solo,
il pensiero è come un'onda,
mi trascina e mi dà forza,
anche se l'acqua che
mi porto dietro
non è mai sufficiente.
A volte mi sdraio sotto un albero
sperando sempre di fare un sogno
che sia più grande,
un occhio mai finito che sappia riempirmi
di lucida abbondanza.

Mi piacerebbe svegliarmi poi,
e a piedi nudi fare un grande balzo,
salire sugli alberi spogli,
costruire una casa,
con un soffio leggero
fare nascere cento foglie, poi mille.
E tanti fiori, calendule e margherite,
rischiare di cadere in un fosso
per inventarvi un lago tutto io,
acqua trasparente e languida,
a forma di esse.

Il campo non è una meraviglia,
se brilla sono le pietre,
e il sole d'estate brucia,
non ci sono occhi capaci
di contenere più di un riflesso.
Eppure io sono lì,
con l'ansia che si trattiene a stento
tra lo stomaco e il petto,
non sono sicuro più di niente,
sarà per questo che non mi sento stanco.
Non grido, non lancio sassi,
non raccolgo i frutti
perchè non ho mai seminato.
Impasto terra e aspetto.

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 14/09/2013 00:31
    piaciuta, complimenti..
  • Rocco Michele LETTINI il 05/03/2013 05:35
    HO SCORSO LE ANSIE CHE OGNUNO SUOL ANNIENTARE NEL CUPO GIORNO...

2 commenti:

  • Alessandro il 05/03/2013 00:08
    Siamo pronti a balzare, ma in quale cielo? Spesso ci sentiamo soffocati, estranei in casa nostra, in una dimensione non pronta al cambiamento. Bella
  • karen tognini il 04/03/2013 18:53
    Bellissima poesia Salvatore... complimenti!!!!

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