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Prima neve

Scritte rosse sbiadite
trafitte da pali
che attraversano gocce
gocce di trasparenza
gocce di riflessi
bianchi
che si schiantano come
meteore sui muri
scrostati, impalliditi
dal tempo
erosi dalla caduta

Ancorati al tempo
come bagliori magici
i viandanti si spostarono tra flussi
dimenticati di
cartine vecchie, sparse
su comode ante su
giradischi svogliati e
controvoglia.
Si riposavano di rado
stando accostati uno
all'altra come le macerie
di una civiltà decaduta.
Muti, senza pensieri e
ricurvi. Non avevano
occhi per i passanti
e non avevano timori per il
domani. Erano soli e non si
preoccupavano d'altro. Soli in loro
stessi, soli come stelle, soli
senza raggi.
Si incupivano, come ragnatele
strappate e s'inarcavano come
gatti sotterranei. Ma mai e poi
mai avrebbero tradito il
senza nome. No. Egli sarebbe
rimasto a riposare al sicuro,
nel profondo dei loro grandi
cuori blu da sirene.
Nelle glaciali grotte di catrame,
egli avrebbe dormito.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 05/03/2013 08:36
    PRIMA NEVE... UNA METAFORA DI VITA FALCIATA DA L'INDIFFERENTE PRESENTE... ACUTA NE LA SUA PROFONDA SEQUELA... IL MIO ELOGIO DANIELE

3 commenti:

  • Alessandro il 05/03/2013 20:14
    Grande cripticità nel pessimismo cosmico di quest'opera. Molto evocativa.
  • loretta margherita citarei il 05/03/2013 19:40
    molto originale, intensa, apprezzatissima
  • augusta il 05/03/2013 11:33
    bravo.. riletta più volte colpisce... 1 beso...

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