PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Rivelazione

Fu un incubo di tenebra soave;
mi risvegliai ridendo in faccia al senno,
chetando ogni ambizione, ché il mio spirto,
smarrito fra mill'altre vite schiave,
con gioia e orrore colse il fatal cenno.

S'appesantì sin dall'adolescenza
il capo mio, prostrato all'intemperia,
che sempre indegno fu d'alloro e mirto;
e il seme di saggezza o conoscenza
mai crebbe in me, ma maturò miseria.

 

6
5 commenti     5 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

5 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • agave il 26/03/2013 22:00
    alessandra ma quale miseria, in te è maturata l'arte della poesia, del gioco sonoro che allieta, mi complimento per tante delle tue opere che ho letto, bravo :=)
  • Anonimo il 18/03/2013 06:38
    Un testo introspettivo, divorato tutto d'un fiato, in una sola volta, senza alcun bisogno di rileggerla, per capirla meglio. La profondità del suo contenuto è arrivata, verso dopo verso, frase dopo frase, entrandomi dentro sino ad inchiodarmi il cuore a quel simile, ma mai uguale, "sentire", tipico solo delle vere anime poetiche. Poesia molto apprezzata. Sinceri complimenti.
  • franco picini il 14/03/2013 22:11
    Introspezione severa e impietosa, allo stesso tempo epica e accattivante, come quelle rivelazioni che segnano il destino degli uomini e rappresentano una svolta, nell'epica appunto. La chiave qui è moderna. È una rivelazione che mette a nudo, la generalizzazione è legittima, quel che siamo in questo mondo che certo non brilla. C'è una soggettività condivisibile. È impossibile non leggersi nei tuoi versi. Lo stile? Sempre ricercato, misurato, dosato senza eccedere e ineccepibile.
  • Anonimo il 14/03/2013 15:11
    Una elegia di grande valore, scritta con versi pieni di malinconia.
  • Rocco Michele LETTINI il 14/03/2013 12:42
    Sequela introspettiva in profondi versi metricalmente
    costrutti su lo passo di antichi cantori...
    DA LA MELANCONIA UN SAGGIO DI VISSUTO VOLUTAMENTE FORGIATO NEL RIVELARE IL TORMENTUOSO CAMMINO "prostrato all'intemperia"... IL MIO CONSEDERATI ALESSANDRO

5 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 15/03/2013 02:08
    Bellissima Alessandro...

    mi risvegliai ridendo in faccia al senno,
    chetando ogni ambizione... con ls gioia e l'orrore... di una tenebra soave... alloro e mirto... richiamano Apollo e Bacco... più auspicata conoscenza che fatal miseria...
  • Anonimo il 14/03/2013 19:35
    Un testo molto significativo e profondo, vero soprattutto.
    Bravo Alessandro.
  • laura il 14/03/2013 16:14
    malinconica poesia, una profonda analisi del proprio incoscio, trasformare in poesia una parte di noi così profonda e forte è difficile... bravo bellissima davvero un caro saluto
  • Anonimo il 14/03/2013 16:07
    Magari con la e senza l'accento
  • Anonimo il 14/03/2013 16:06
    Qualcosa che cambia in noi il nostro modo d'essere è di pensare. Bravissimo Alessandro!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0