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Giochi di società

Pur essendo libero ed innocente nelle quattro stazioni calviniste del suo essere trapiantato in pelo di gatto

lui
che sognava di costruirsi un albergo castello aperto a tutti i venti dei campi elisi
a causa di un imprevisto occasionato da un probabile vicolo corto e stretto finì senza passare dal giudice Via mandando in prigione mezza Italia e più al posto suo

ah fosse rimasto a scrivere monopolizzando in un dolce pil nuovo le sue pene d'Amore in piazza Dante

sullo scacchiere della vita parlando solo siciliano in una variante di moda dell'inglese inventata da un Tal dei Tali fu capace di arroccarsi in tempo nelle sue difese personali prendendosi del matto sulla colonna di un ottavo giornale scandalistico spagnolo da un pedone divenuto rullo compressore

dama ambasciatore avvocato e giullare di corte scivolarono tutti insieme sul macadam bagnato di palazzo Madama

essendo trasparente nel gioco dell'oca cade sempre nell'acqua di un pozzo nero insieme a tante altre genti buone come lui a suonare l'ocarina dei suoi carini ma inutili sentimenti all'uranio

a dadi pur facendo sette con un Sei ed un Uno confezionato a prestito di mutuo soccorso si prende sempre dello zero morboso da un essere monte di cubo in banchettato di interessi in doppio petto di sei

quando Galileo giocando in un rondò di mosca cieca papale con Bruno ritrasse le mossa

così
dal mazzo di carte pur essendo rosso di cuore e un romantico folle comunista nichilista di Puskin pescò sempre l'ultima carta di picche rimasta in gioco fra padri figli e consorelle di Turgenev

e quando la sua sorte è in palio con la consorte di una vera moneta da un euro non appropinquata da mano lesta ed arcuata da disumano labbro

povero e sfigato come è di testa

finisce spesso per ritrovarsi in croce

abbrustolito su cavolini cavillosi di Bruxelles evacuati e saltati

fritti e rifritti in quattro salti di padella con aleatori fiumi di arachidi al burro

in una sfida di primavera dalle code oscure

Siamesi Siam

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

(Un miscuglio catartico delirante di pure ed impure aristoteliche fantasie scritte da un grande ignorante di politica e non solo)


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5 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 27/03/2013 12:25
    Un gioco di parole per dir la propria in senso non offensivo e addirittura piacevole. Complimenti!
  • Anonimo il 24/03/2013 12:41
    In tema con le palme il tuo racconto di catartico palmizio letto sulla palma di un palmare aiuta poco a destinare ma è un forte stimolo a mandar tutti a morì ammazzati.
    Evviva l'ignoranza politica per la fame di panza!
    Vincè, un capolavoro nei secoli bui!
  • Rocco Michele LETTINI il 24/03/2013 12:37
    IGNORANTE NON DIREI... MA SAGGIO RIFLETTERE SI'... UN VERSEGGIO UNICO NEL TUO STILE VINCE'... IL MIO ELOGIO VINCÈ

5 commenti:

  • loretta margherita citarei il 24/03/2013 18:28
    molto originale complimenti
  • Anonimo il 24/03/2013 17:19
    Mi rassegno: non sempre si riesce a dialogare, anzi addirittura a volte non si può nemmeno parlare perchè tanto tutto quello che si dice, anche con le migliori intenzioni, viene letto in maniera negativa e si è giudicati semplicemente una schifezza.
  • Anonimo il 24/03/2013 16:36
    Mi scuso con Vincenzo se approfitto per rispondere a Vera, che già mi aveva scritto in privato e qua sotto.

    Cara Vera, lasciamo stare le palme al loro significato evangelico e soteriologico.
    Personalmente, non ho mai avuto e non ho nulla contro di te e le tue idee.
    Tuttavia, come ti ho più volte fatto presente, non mi piace il tuo modo, che io ritengo di finta autenticità, con cui tendi verbalmente a sminuire il pensiero degli altri e che, quando costoro ti rispondono per le rime, fai marcia indietro ricorrendo persino alla tua età, a minacciare d'andar via dal sito, (cosa a cui non ho mai creduto, ma ritengo che faccia parte di una tua precisa e premeditata strategia) e ad altre cose.
    Permettimi l'espressione, senza alcuna offesa, ma tale atteggiamento mi ricorda i bambini che, quando non l'hanno vinta, si mettono a piangere sperando in un atteggiamento compassionevole da parte dei grandi.

    Per quanto riguarda sapere come la penso; ebbene, non credo che sia importante che tu lo sappia, se non altro per una questione puramente legata alla privacy. Come ben sai le idee politiche e religiose, come pure la propria salute, rientrano nei dati sensibili protetti dalla privacy.
    Nessuno, infatti, ha mai chiesto a te di quale partito sei od altre cose simili, ma lo hai sempre sbandierato a tutti spontaneamente. Ciò non vuol dire che tutti gli altri debbano fare come te.

    Per quanto riguarda, perciò, il rispetto delle idee degli altri, come vedi, la prima cosa essenziale è quella di rispettare la dignità e la privacy di ognuno. Poi, quella di non denigrare le poesie degli altri, siano d'amore, satiriche, o oltro, e poi ancora non dare giudizi su chi la pensa diversamente da te, foss'anche un amico di Berlusconi per cui né tu né io abbiamo simpatia.
    La stessa cosa vale per le scelte politiche.

    Continuo dicendoti che non credo che il cambiamento possa avvenire con le solite facce, né può parlare delle pance vuote, chi ha la pancia piena a sufficienza.
    Né, credo che possa contribuire a cambiare qualcosa colui che con questo tipo di sistema ci si è arricchito alle spalle di tutti gli altri.
    Non si può mettere una toppa nuova su l'otre della politica vecchia.
    Permettimi l'espressione colorita, ma a Roma direbbero: "È come quello che per far dispetto alla moglie, si taglia i coglioni da solo".
    E mi fermo qua.

    Amici come sempre, sperando di rispettarci, una volta per tutte, seriamente.
  • Anonimo il 24/03/2013 13:22
    si evinve da ogni tuo scritto la tua bravura... caro amico mi é piaciuta molto un abbraccio
  • Anonimo il 24/03/2013 13:21
    Sì, Salvatore, la "fame di panza" la fa odiare la politica, corrotta com'è spesso oggi, e fa venire tanta voglia di "mandar tutti a morì ammazzati", ma il guaio vero è che così quella fame non verrà saziata e i modi per farlo si devono trovare, TUTTI NOI NON DOBBIAMO AVER PACE, tanto più se rifugiandoci nelle "palme", fino a quando non avremo dato ognuno tutto il contributo possibile perchè la giusta ira ed esasperazione di tanti venga efficacemente ascoltata e soddisfatta. Mandando a "morì ammazzata", nel frattempo, l'inutile sfiducia totale che serve UNICAMENTE a far soffrire ancora di più. Come TROPPI suicidi dimostrano. Ed io ne sento il terribile carico perfino sulle mie povere spalle di 87enne ormai invalida. Ma ho ancora anima, cervello e un po' di voce... Sarà per questo che sono così assillante, una vera croce, ne son cosciente, per voi di PeR... Ma non ditemi, vi prego, "noi che possiamo fare???". Ognuno, sempre, può fare qualcosa per il bene di tutti. OGNUNO.

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