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Ferite

L'umana quiete è pagina mai scritta
e vano è il supplicar che vita cangi.
Riposa nella tenebra più fitta,
povera anima mia; se serve, piangi.

Per ogni goccia che abbraccia tua pelle
sí come un debil naufrago la riva,
un battito dà voce a mute stelle.
Ferita sei, ma ancor sospiri, viva.

 

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7 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 29/03/2013 19:37
    TUTTO COMPRESO: STILE... SAPIENTE LINGUAGGIO... MIRABILE SCORREVOLEZZA... POESIA...

    È IL MARCHIO ALESSANDRINO...
  • Vincenzo Capitanucci il 29/03/2013 17:19
    Fra queste nebbie vano è il supplicar che vita cangi... piangi anima mia..

    Bellissima Alessandro... ferite... ma ancora vive...
  • Anonimo il 29/03/2013 12:19
    Due quartine dal netto sapore classicheggiante che imprimono forza, quasi solennità, all'argomento trattato. Molto gradevole alla lettura anche se, se posso, il verso "Per ogni goccia che abbraccia tua pelle" personalmente lo vedrei meglio così: "Per ogni goccia che pelle tua abbraccia" ma solo per motivi ritmici.
    Buona Pasqua!

7 commenti:

  • Mario Olimpieri il 30/03/2013 08:59
    Le ferite della vita sono le più dolorose, ma c'è sempre un faro di speranza e di salvezza. Poesia molto intima e ben espressa. Buona Pasqua!
  • Mara il 30/03/2013 06:56
    Mai abbandonare la speranza! Versi molto apprezzati. Il resto lo hanno detto gli altri.
  • Alessandro il 29/03/2013 14:09
    Grazie della bella recensione, purtroppo ho dovuto sacrificare un po' di ritmo per incastrare la rima. Non costretto da questa esigenza, l'avrei invertita con "Per ogni goccia che tua pelle abbraccia" che mi sembra la combinazione più scorrevole.
  • Gianni Spadavecchia il 29/03/2013 13:36
    Poesia molto personale e ben scritta. Belli i primi versi, piaciuta!
  • Anonimo il 29/03/2013 13:28
    La sento molto mia. Molto bella e veritiera Ale.
  • stella luce il 29/03/2013 13:25
    Molto sentita... bei versi
  • Fabio Magris il 29/03/2013 11:53
    In un mondo ove regna l'inquietudine e la pace è sempre assente, è impossibile essere ottimisti e, dentro di noi, esterniamo le nostre sofferenze con un pianto che in fin dei conti non serve ma è a noi necessario. In effetti rimaniamo attaccati alla vita sempre sperando e questo ci accomuna.
    Piaciuta perché molto veritiera.

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