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Arciclassica

Tratto a tratto, ritratto finemente
in rime, raccontarti; alterate,
il Suono raccomando. Per prime le
accavallate e astruse, rimando
alle gemme, al poi le irrelate,
su un verso lemme lemme e questo è buono
gioco di ingegno, e pago resterai
senz'altro al mïo bel disegno, e presto
al tuo tassello porrai mano, ratto
perché è un cappello matto il mio disegno
che tu l'apprezzi, lettor, non disdegno.

È il bel congegno del versificare;
consiglio al tuo diletto Amare il Bel
e sì del Grave col bello parlare
ornare; un meccanismo duale
è la lingua che si suole usare.
Rivoluzionandola dall'interno,
la tradizione ti apparirà rossa
e la rivoluzione, una riscossa.

Questa è la lingua che dal mio Notaro
corse veloce dall'Isola in su.
passò a Dante; e al cortigiano;
sicchè colandola in oro padano
la consegnò a te è tua, Italiano.


Che tu di Lei faccia la Storia
è cosa certa, è necessaria.

 

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 06/04/2013 00:08
    Riflessione ironica e classicheggiante sull'artificiosità del verseggio, un confronto diretto con il lettore. Fluida e originale.

1 commenti:


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