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Il regno dell'oblio

Ho accarezzato notti d'argento
lasciando le mie labbra volare
su un lucido cuscino di sogni

bussanti
a porte di maionese

aperte
da maioliche cinesi

perdo calore
disperdo vasi di essenze

contorni
di tuorli d'uovo
e
succhi di limone

rebus
di un bus viaggiante fra orli di stelle

fra i mille risucchi di una frase incompiuta

mitico cocchiere
di un carro senza ruote

ho cucinato nel limo
il mio cuore

ho scucito
il sole dall'alba

sono
uscito dalla bocca di un fiume

abbandonando
l'oltretomba del pensiero per un vivo sentimento

a valle e a monte
l'oblio mi sfigura

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 07/04/2013 22:58
    Vincé sono troppo disagiato e stanco per cogliere lo spirito poetico che anima l'anima di quest'anima di poesia.
    Bellissima come sai fare tu. Buonanotte Vincé!
  • Rocco Michele LETTINI il 07/04/2013 10:30
    UNA PARABOLA DI QUOTIDIANITA' CHE RITROVA NEL TEMPO UN REGNO ASSENTE... DIMENTICATO... SOLO UN OBLIO DETURPANTE...
    PROFONDA NELLA SUA INTIERA SEQUELA... MITICO VINCE'

2 commenti:

  • stella luce il 07/04/2013 22:09
    in tutto solo oblio... una vita densa di ricerca e di domande... in cui tutto porta all'oblio...
  • Alessandro il 07/04/2013 14:14
    Il lamento di un'anima esaurita, sfigurata dall'oblio in cui dimora. Situazione di disagio esistenziale che molti vivono. Bella

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