username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Sempre più a Est

Seguo una strada contorta,
e sono felice
d'esser chiamato
col mio secondo nome,
anche se il cieco
che m'accompagna
continua a ripetermi
che contiene troppi spigoli,
non ci porterà mai
da nessuna parte.
Non m'importa;
io mi sazio solo di spazio
e lui mi segue per inerzia.

La furbizia ha le gambe delicate,
non sa correre
e poi si stanca presto;
è ancora vigile,
segue con lo sguardo
la traiettoria del tramonto,
ma è rimasta indietro,
a più di sei metri
dalle ossa di pollo.
Avevamo fame,
e non c'erano fragole nei paraggi.

Sempre più a est,
anche se il cerchio
si chiude in fretta a volte,
e poi è difficile
riprendere fiato
senza ingaggiare
questo o quel sicario.
Un passo falso
e voilà,
ci si ritrova in mezzo.

Tu ci credi,
so come sei fatto,
danzi da ubriaco
e poi fai finta
di perdere l'equilibrio,
t'appoggi solo
per distrarre
il sentimento che
mi tiene in piedi.
Apri la bocca,
sembri un verme affamato,
dì la verità,
non vedi l'ora
di vedermi a terra.
Ma io ti conosco,
e mentre cammino storto
ti disperdo nel vento.
A piccoli sorsi,
come il più disgraziato
dei cavalier serventi.

 

0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0