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Franz White lo sbiancatore

Salito
sul monte Abetone

in un dì
di truce sole

rincollava le pigne cadute dagli abeti rossi
volendo che anche la natura fosse l'immagine di uno splendido albero di natale

con acqua di ruscello
lavava il viso dei sassi

non pensando che sarebbero diventate pietre di linciaggio

come un bravo omino bianco la mattina non beveva mai un caffè nero
ma sempre un domenicano cappuccino latteo

la strada
davanti a casa sua

ospitale
come il suo cuore

accarezzato da un forte vento di primavera

era tutta un passaggio pedonale

quando vi cadeva un po' di neve
per salvarle la vita

la portava subito nel suo congelatore

non capendo che così la condannava ad un freddo eterno

Fin qui niente di troppo grave

fino a quando non donò candida candeggina
con un misto di stupefacenti
da bere a sua moglie
per renderle il cuore simile alla sua anima

sua moglie sbiancò immediatamente ma volò in paradiso

pensò di aver sbagliato dose

fu arrestato il giorno dopo quando riprovò con la sua diletta figlia

-salvata appena in tempo da un fior di lavanda gastrica -

Ora è chiuso
in un manicomio criminale

felice di essere fra camici bianchi e pareti ovattate

impegnato nel solo intento di far incanutire capelli barba e pubici baffi nel lungo passar di silenziosi pudichi anni

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Dedicata a tutti i Franz... che non vorrebbero gialli rossi e neri nella nostra società

e a tutti quelli che non accettano un pensiero diverso dal l'-oro


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4 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Anonimo il 13/04/2013 19:59
    Intensissimi e geniali versi da brividi... Stupenda Vincenzo!!!
  • Anonimo il 12/04/2013 17:45
    Una mente persa nulla più è per se stessa, se non dolore da soffrire e che altri dovrebbero vivere e soffrire insieme.
    Intensissima.
  • Anonimo il 12/04/2013 08:39
    Fantastica Vincè! Ovvio, per come l'hai espressa, sempre a modo tuo (ipnotico)ma con un fondo di verità.
    Dedica molto sentita!
  • Anonimo il 12/04/2013 07:56
    Che dire Vincé, veramente superba. Una dedica perfetta che ben si adatta a tutti gli sbiancat-ori o annerit-ori, ross-ori, grigi-ori ecc. ecc.
    Secondo me, col tuo solito stile serio-astruso-ironicol divertente, hai scritto una formidabile verità in magnifica forma sostanziale.
    Corone d'alloro per lo tuo capo e
  • Rocco Michele LETTINI il 12/04/2013 07:28
    UNA DEDICA DILIGENTEMENTE DECANTATA VINCE'... IL MIO ENCOMIO

4 commenti:

  • stella luce il 13/04/2013 07:11
    versi molto forti... particolari, se nn avessi letto la tua nota vi avrei letto il. dolore della follia. Di coloro che mettono la neve nel. congelatore e vengon chiamati "matti"... ma appunto chi stabilisce quale sia il giusto pensare!!!!
  • - Giama - il 12/04/2013 21:14
    Chi può essere così folle se non il Mono-tono... Rinchiuso nel Mono-locale della sua anima... Sotto il peso Mono-litico delle sue convinzioni...
    Eppure di Franz c'è ne sono tanti...
    E se li mettessimo tutti un Mono-comio? Forse comincerebbero a desiderare la diversità ...
    Sempre un piacere leggenti!
  • Anonimo il 12/04/2013 12:38
    un tema importante trattato in poesia con la tua solità bravura... complimenti anche per la bellissima nota... dovremmo riflettere a lungo dopo aver letto questa perla di lirica...
  • karen tognini il 12/04/2013 07:27
    Che dire Vincenzo... come sempre riesci a sorprendermi... sei il solito GENIACCIO...

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