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Sogni

Et acerbo ritorna
ai non aspri
sipari.
Hanno
accolto la tua voce
con l'ingenuità delle stelle
viste sopra le frecce di Saturno
che raggiungono il cuore e lo
colorano di melanconia
perché essere tristi
è una gioia di amore
un incontro dolce e sospeso
tra il mondo e la scena

e dove tutto parla
l'anima canta
e tace
sui balconi illuminati
di una partenza che
viene sempre al piano di sopra
tra i sogni
semplici e pochi
annunciati
ma mai completamente finiti.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 14/04/2013 18:29
    IL SOGNO? IL SOLO RIMASTO COME PORTATORE DI EFFIMERO ALLEGRO...
    ENCOMIABILE VERSICOLATO ROBERTO...

5 commenti:

  • Alessandro il 14/04/2013 22:35
    Ottimo il linguaggio; l'amore sognato melanconico, quasi da messa in scena teatrale.
  • gio porta il 14/04/2013 17:48
    È meno male che ci sono i sogni!!!
  • stella luce il 14/04/2013 17:32
    melodiso versi... stupendi i sogni che riepono la nostra anima...
  • Anonimo il 14/04/2013 14:39
    Molto bella e vera la chiusa. Bellissima Roberto!
  • karen tognini il 14/04/2013 12:15
    perché essere tristi
    è una gioia di amore
    un incontro dolce e sospeso
    tra il mondo e la scena...

    Bella.. bella... bella...

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