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Anche la parola può perdere la bellezza del suono divenire scostumata ammalandosi nelle sue corde vocali

Prima della scrittura
la cosa più bella

da stendere

vocabolizzandola
sotto un apparente lenzuolo di poesia

era
la donna

la prendevamo nell'anima e la rendevamo polvere

oggi
siamo più civilizzati

se non nei costumi
almeno nelle vesti

polverizziamo tutto
ostentando bellezza

fra scimmie blu urlanti di fame

amiamo
firmarci le orecchie di cotton fioc

passando non visti fra gli inascoltati

scioriniamo
burro sul pane

stendendo
fra due mollette di ghiaccio l'abito del cuore

poniamo
su un filo di notti invisibili

un limite al significato della parola Amore

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Divagazioni sulla parola stendere...


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4 commenti:

  • Alessandro il 06/05/2013 23:43
    Anche la parola può ammalarsi, essere vittima di un abuso. Riflessione importante.
  • - Giama - il 06/05/2013 14:32
    Stendere un velo di falsa bellezza, di falsa dolcezza, annebbiando occhi e cuore con quella che la presunzione potrebbe chiamare poesia; pura e candida deve essere la "parola" per esprimere la Poesia...

    Ottima Vincenzo!

    Ciao
    Già
  • Anna G. Mormina il 06/05/2013 14:07
    ... "poniamo
    su un filo di notti invisibili
    un limite al significato della parola Amore"...

    Ciao Vincenzo, cambiano i tempi, le mode, durante la nostra vita, anche noi cambiamo, hai ragione...
    ... penso comunque esistano ancora le eccezioni,... c'è ancora chi non pone limite alla parola, anzi al sentimento, che si prova quando c'è Amore... tu ne sei esempio!!! ... un abbraccio
  • karen tognini il 06/05/2013 10:54
    Geniale... piaciutissima!

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