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Un vecchio jukebox a idrogeno

Tu
Idra

che doni in pasto i miei due corpi ad ogni atomo d'ossigeno

entra
nel solco delle mie carni
con la punta di una fredda umidità invernale

poni
la Tua bocca orecchiabile sulla polpa altoparlante del mio cuore

spezza
i dischi delle mie vertebre fino all'osso sacro

mi duole il midollo

di un eterno blues

sono stanco di vedere tenebre di sangue

sui viali del cotone

divora
quell'istante

-abbassa l'abat-jour della mia voce non risplendo di note

da quella notte
in cui persi la memoria della nostra canzone -

trapelando musica dai Tuoi occhi infuocati

 

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 09/05/2013 14:41
    SEMPRE DAL CREATIVO UN ESTRATTO D'ETERNO SENTIMENTO D'AMORE...
  • Don Pompeo Mongiello il 09/05/2013 10:22
    Eccelsa nel suo stile e forma.

1 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 09/05/2013 11:57
    Nasce copiosa e di continuo la bella poesia di Capitanucci, come le tante teste della sua idra.

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