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La vampa, creatrice di sogni

La fiamma vivente è sì più forte
in me, ora che stringo l'infinito
ed il nulla tra le mie mani torte,
stanche d'afferrar ciò che è finito.

Ambo l'occhi miei furiosi la morte
mirar, son resi rossi dall'attrito
che rigirando fanno in più distorte
strida verso il sogno, ultimo mito

rimasto, ch'è nel decoro l'unico.
Mosso dalla vampa, creo, ma strappato
da lei, fuggo nell'ameno vento amico

sull'orme mie focaie, che il reo fato
nascose, della libertà nemico
e dell'ardore immenso in cui son nato.

 

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3 recensioni:

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  • Alessandro il 11/05/2013 14:55
    Sonetto diligentemente stilato, echi foscoliani d'una creatività fiera e irruenta.
  • Rocco Michele LETTINI il 11/05/2013 05:19
    UN SONETTO CHE DENUDA UNO STATO D'ANIMO PREGNO DI MELANCONIA A LA RICERCA D'ANDENTE MUTAR...
  • Anonimo il 10/05/2013 23:06
    Complimenti sia per i versi che per la perfezione metrica di questo sonetto.

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