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Fuor' d'ombrose pupille

Fuor' d'ombrose pupille un vascello esce,
per solcare i profondi ghïacciai
ch'unquanco furon' percepiti; il vai
da litanie accompagnato cresce;

ed il ritorno amaro fia; ed or' mesce
l'altrove in versi acerbi ch'i' cantai,
ed amai un tempo (quello in cui sognai)
sì lontano; ed or' non mi rïesce

d'ancor' cantar' senza vaghezza in cuore;
né dell'accompagnar' con lo mio sguardo;
né dello rimembrar' ore sommerse.

Dimenticar' io vo' quest'ombre perse,
volgendo altrove come fe' il codardo,
e tacitar' me subito il rumore.

 

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2 commenti:

  • Giuseppe Vita il 22/11/2014 12:08
    Bravo! È un bel sonetto che osserva la metrica e lo schema rimico.
  • Alessandro il 17/05/2013 18:48
    Ben rimato, ben ritmato, linguaggio d'altri tempi. Una padronanza assoluta del verso.

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