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Una mela cotogna

"D'incenso e zizzania"
è la stagione dell'Inferno
quella verso cui sono nato
che fa rima
a volte, solo a volte
con Eterno e Salerno.
Da lì poi sono andato
a Salorno perdendo la e
acquistando la o
incupendomi un po'
e poi che Salorno è Salurn
ecco che mi deprimo di più
con la teutonica u
vicino così vicino a Saturn.

Ma questo è il futuro
il presente è ancora Bologna
io su un albero come mela cotogna
attendo un'amica che non mi dica
io ti salverò
ma
io non ti annoierò..

ma per la negazione ci vuole più tempo
per la doppia negazione
due volte più tempo
e allora al bar
lascio come mancia
una candida luce.

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 20/05/2013 15:30
    Gioiosamente incantevole... Roberto... mi piace il gioco... se per mancia ha... una candida con-dita luce...

    la via di Meister Eckart... la negazione...

4 commenti:

  • Alessandro il 20/05/2013 16:48
    Originale, ambigua, quasi bukowskiana.
  • loretta margherita citarei il 20/05/2013 15:56
    molto orriginale bravo
  • - Giama - il 20/05/2013 13:20
    scorrevolissima poesia, originale e da rileggere!
    Bravissimo Roberto!
    ciao Gia
  • karen tognini il 20/05/2013 10:50
    Ma che bella Roberto... originale.. geniale!

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