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Ortensie e serenelle

Dalla strada s'apriva un cancelletto
su quel nascosto lembo di terreno
non so se vicoletto oppure povero
giardino che tra le case della nonna
e della dirimpettaia se ne stava
solo ricco di ortensie e serenelle
i lillà come chiamati altrove
e nell'anno tra i segnali colorati
delle stagioni che seguono l'inverno
unici lì sboccianti tra primavera
tarda e principio dell'estate.
Da tempo da anni non più
le zolle di allora del passato
non più le ortensie rosa
rosse azzurre e delle serenelle
il tenue colore e quel profumo
caro, tutto sepolto sotto di cemento
blocchi ma di te nonna
mia nonna Nina quando passo
di te io non mi scordo e nel ricordo
ti rivedo ancora come quando
di quei fior con mano vecchia e
tremolante ne facevi con cura
e con fatica amorevol mazzi
per portarli poi ai tuoi figli
che oggi dormon con te
ma allora l'uno all'altro accanto
riposavano là nel cimitero.

 

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4 commenti:

  • salvo ragonesi il 22/05/2013 20:11
    un olauso per questa tua bellissima. ciao. salvo
  • gio porta il 20/05/2013 17:55
    Mi piace. ( Donne e luoghi lontani, sostituiti dal cemento, dall'asfalto e dalla plastica. Il tuo pensiro è un fiore fresco nel vaso della tomba di Nonna Nina. )
  • Alessandro il 20/05/2013 16:50
    Versi come petali per un tema floreale.
  • loretta margherita citarei il 20/05/2013 15:47
    toccante, bellissima

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