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L'essere e l'infinito

Ho più smarrito
che trovato

disse mostrando

nel cavarsi
i pantaloni

un buco immenso grande come un cielo nella fodera della sua tasca destra

- una libellula rossa
vola
sopra uno stagno dalle acque blu

un fior di loto giallo
esplode
in un cielo color viola

un bianco coniglio
mangia
una carota arancione

una gamba verde
s'incammina
su viali celesti -

eppur nudo son più ricco

delineò così
la sua ode sull'essere

suonando un gong privo di articolazioni sui petali tumefatti di un fiore colpito da un pugno di sole

ma non mostrò però cosa contenesse quello strano luminoso gonfiore

palpitante di volume e di parole

nello sfoderato sfoggio di un oggi sfuggito da un pluridimensionale taschino sinistro

 

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3 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 28/05/2013 16:22
    È sempre e solo una questione di buchi. A seconda dal buco che si guarda, si può esclamare di aver smarrito oppure trovato, qualcosa.
    E più trovi, più ti fanno grosso il buco, così che puoi esclamare di aver perso tutto e di vivere solo con l'osso del prosciutto e qualche carota in brodo di libellule blu, come la tasca che non c'è più.
    Vincé, buona serata!
  • Don Pompeo Mongiello il 28/05/2013 08:02
    Lo Magno de allora te incorona per questa tua eccelsa!
  • Rocco Michele LETTINI il 28/05/2013 07:07
    NELLE SUE METAFORE UN LASCITO D'INTENSE RIFLESSIONE... UNA FIRMA INDELEBILE...

3 commenti:

  • Anonimo il 28/05/2013 08:07
    ricamate di bellissime metafore... sempre un piacere leggerti... la chiusa bellissima...
  • Mara il 28/05/2013 06:08
    Bellissimi versi, li ho letti più volte e ogni volta son sempre più belli.
  • loretta margherita citarei il 28/05/2013 05:29
    ricche metafore, sei un geniaccio!

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