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Borea d'un enjambement

Un magico cortese endecasillabo

si avvicinò
guardando altezzosamente

un verso caotico dal viso completamente disordinato

sdrucciolò sulla cianotica boria di sé stesso mandando a gambe
all'aria tutte le celestiali poetiche che sarebbero potute nascere

- tout bêtement -

da quel meraviglioso umile aldilà di sé stesso

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

tout bêtement... bonnement... naïvement... bonariamente stupidamente semplicemente...

... interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete...


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3 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 31/05/2013 18:09
    Quando soffia Borea e inciampa il verso, con la sintassi che incontra di traverso, allora la bora in controverso, rimette in piedi tutti in giusto verso.
    E chi s'è perso s'è perso e chi s'è inciampato è cascato.
    Grande Vincé, anche se il verso non c'è!
  • Don Pompeo Mongiello il 31/05/2013 08:33
    Stupenda e non so altro che dire se non complimentarmi.
  • Rocco Michele LETTINI il 31/05/2013 07:08
    Una dottrina liberamente interpretata ne l'eloquenza del sublim verso...

3 commenti:

  • essen rosa il 31/05/2013 08:06
    fa bene leggere poesie.. e questa la conservo
  • - Giama - il 31/05/2013 07:59
    dai, la nota l'hai aggiunta dopo?
    super

  • - Giama - il 31/05/2013 06:25
    Ho sempre pensato che la semplicità porti all'infinito, un verso tale oltrepassa il presente e lo congiunge con ciò che segue...
    Si pensi all'Infinito di Leopardi, non a caso, credo, sia la dimostrazione di questa teoria...

    Grandissimo Vincenzo!

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