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Canto IV

Irta era la via
e alta la neve
natura malvagia e ria
spirito dolente e greve
per la strada ripresi il cammino,
forte infuriava su me
la bufera
d'dun gelo permanente
che al viver nuoce
e mentre che camminavo
mi tornarono in mente
gli echi dei miei passi
sparsi nel buio
e dunque ora vo a raccontarvi
com'esta storia ebbe
ed ha tuttora inizio.

La vita sorrideva a li miei anni
vivevo tranquillo
senza paura della morte,
se l'avessi saputo,
di essa avrei più temuto
e comunque toccommi esta oscura sorte
sì che era nella vita sbandato.
Io caddi, sto dicendo,
in depressione
pensando alle oscure piaghe
del mondo
e alle rudi braghe
di coloro che si sentono
di esso sovrani
ma nulla in realtà stringono
nelle loro sudicie mani
che lorde
il bottino arraffano
e sorde
le anime perdono
come la mia in cammin profondi.

Ricordo anche che una luce
bianca mi tagliò gli occhi
e poi che ebbi d'un fiore udito i consigli
mi ritrovavo là tra questi fiocchi,
non so cosa fu,
se la neve
il freddo
o la fatica
ma in quel grigiore
la fede ritrovai
e del Signore più alto nei cieli
riniziai a donare lode
grazie a Lui ero ancora vivo
e grazie adesso
per sempre Li sarò grato
l vita mi aveva contrapposto
le sorti avverse del fato.

Io stava così ragionando
quando d'un tratto vidi un bagliore
essa era apparso a mio dimando

Essa era di morte immagine e fautore.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 10/11/2013 09:06
    Molto apprezzata, complimenti.
  • Rocco Michele LETTINI il 02/06/2013 03:18
    PRESTA ATTENZIONE A LA FORMA E A CERTI REFUSI DI BATTITTURA... POI LASCIO IL MIO PLAUSO PER QUESTO POEMETTO SAPIENTEMENTE COSTRUTTO DI CANTO IN CANTO...

1 commenti:

  • luca il 01/06/2013 20:59
    potete per favore commentarmi questa poesia??? per favore

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