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Non di verbena fior non di viole

Non di verbena fior non di viole
profumati prati della musa mia
contadina è l'affannoso cercar
onde il canto elevar del cantar mio
solo arse sterpaglie secchi arbusti
il piede suo lento stanco percorre
a noi così sì piace questo odorar
dal gusto antico intenso e forte
altri Pison cerca altri poi sferza
emulo tu nel cantar aulico tuo
del miel aspro dolce di Venosa
alla ricerca dell'inclito verso.

 

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3 commenti:

  • Alessandro il 05/06/2013 22:10
    Veramente un mirabile uso del linguaggio. Bel componimento che non ha bisogno di rime.
  • salvo ragonesi il 05/06/2013 20:00
    la fame vien mangiando, il verso vien pensando e l'hai ritrovato, visto. bella. salvo
  • loretta margherita citarei il 05/06/2013 18:32
    molto bella complimenti

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