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L'orizzonte che sbaglio

È dell'inaspettato calore
che più mi meraviglio,
lascio allo sbando braccia
che non mi sanno riconoscere
ed ogni pallido dettaglio
di scogli troppo ruvidi al tatto.
La luna rimane al suo posto,
e c'è ancora chi sostiene che sia giusto
osservarla dal basso.
Dolcezza m'accompagna
ad ogni passo.

Il sorriso di una donna
che non conosco,
l'imperfetta eleganza
della sua bocca appena sveglia,
e poi chiacchiere alla rinfusa,
finchè della notte rimarrà solo
una macchia scura,
un gesto troppo simile al ricordo.
L'orizzonte che sbaglio
lei lo chiamerà col suo nome,
io mi nasconderò dietro ciglia
troppo scure. Amica mia,
non c'è amore che tenga,
quando le pupille si tingono di rosso.

Seguo sponde di seta,
che mi porteranno chissà dove,
forse a scoprire il tremore
che tiene in vita le stelle,
quando l'estate è finita,
e il profilo delle rose
si fa meno sereno.
Forse rimarrò per sempre fermo,
ad osservare gli scorci
che mi sanno ancora infiammare.

Dormirò sui sassi, per ritrovare
nello scuro dei pini
la prima donna che amai,
quando ancora non intuivo il senso
di un abbraccio che si faceva stretto,
sempre più carnale.
Di nascosto chiederò aiuto a Dio,
seminando briciole di pane
perchè possa riconoscermi in tempo
e dirmi cosa fare.
Tu chiamami, ogni tanto,
ma non scrivermi poesie,
per favore.

 

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1 commenti:

  • stella luce il 16/06/2013 13:54
    Un arrendersi... O un seguire ciò che fa male... Ma un vissuto deciso e anche imposto... adoro il finale... lascia stare i versi ma chiamami con voce e parole vere!!!!

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