PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Me dea e l'infanticidio

Ancor prima
di
Oh mero

neonato Amore

la purezza di una vergine donna fu distrutta dall'inganno traditore dell'eros

nel mar degli inganni
navigammo a ritroso

diluendo l'anima in una macchia di sangue

per l'umanità
iniziò il mese di un perenne brumaio

dal vello d'oro ad un velo nel cervello scese in lama la ghigliottina del tempo

Già sono abbandonò l'innamorata magia di Me dea e l'illuminato canto di Orfeo nato per riscattare il cuore dagli inferi in un'orgia di accecati sensi venne divorato in corpo da baccanali pensieri

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Le Argo natiche... e gli anali pensieri..


7
4 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Don Pompeo Mongiello il 22/06/2013 12:17
    Molto apprezzata e piaciuta questa tua eccezionale davvero!
  • Rocco Michele LETTINI il 22/06/2013 05:53
    EPICA DE LI ANTICHI CANTORI CHE RITORNA MAGICAMENTE NEI TUOI PENSIERI E NE LO TUO CREATIVO VERSICOLAR...

4 commenti:

  • Anonimo il 22/06/2013 11:14
    scusa continuo é scappato l'invio
    "che solo tu puoi regalare"... commenti meritatissimi ai quali mi unisco...
  • Anonimo il 22/06/2013 11:12
    fantastica opera...
  • - Giama - il 22/06/2013 10:58
    Le Argo natiche... e gli anali pensieri...
    la ciliegina sulla torta...

    nel cervello scese in lama la ghigliottina del tempo

    sublime verseggio!

    ciao Vince!
    Gia
  • Anonimo il 22/06/2013 09:43
    Con leggerezza profonda ci narri dell'amore tradito di Medea e del suo gesto estremo. Come solo tu sai fare "giochi" con le parole, ne sveli l'intima essenza, spezzandole e trasfigurandole a tuo piacimento e per magia appaiono Omero, Medea e dal sangue dei figli si arriva... al sangue della rivoluzione francese tornando al mito di Orfeo, degli Argonauti, di Giasone e il vello d'oro di un'umanità che spesso arretra nel suo cammino ma da sempre nel tentativo di risposte. Mi piace pensare ad un doppio abbandono d'amore: quello che porta Medea all'infanticidio e quello "forzato" di Orfeo verso la sua Euridice. L'orgia delle baccanti che fanno a pezzi il povero Orfeo mette fine a versi colorati di rosso sangue... e avrebbe dovuto essere solo AMORE... immenso Vincenzo!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0