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A Paestum le spose inciampano

Ecco la damigella d'onore!
Dove sono i testimoni?
Mi brucia la schiena,
ci sono troppe suore
ci sono troppi pali,

alle nozze di Aurelia.
Sono al centro del mondo
sarà autunno tutto il giorno,
occhi, bocche, seni giganti
gonfi di ossigeno,
corrono all'altare.

Se solo Giove avesse il fuoco
per accendersi una sigaretta
e se gli Appennini si scusassero
della loro altezza.
Le calendule le ha portate Tullia e per
fortuna non ha dimenticato le fedi.

Ma la sposa è già fuggita.

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • silvia leuzzi il 03/09/2013 23:01
    Semplicemente fantastica. Vedi Maria, non è tanto intendere il motivo che ti ha spinto a scrivere questi versi, che mi prende, quanto lasciarmi cullare dal piacere delle tue parole. Suggestiva la foga della sposa come allegoria di un cambio di ruoli, che tarda a divenire. ciao amica e scusa se ero indietro a leggere i tuoi scritti.

1 commenti:

  • Ellebi il 05/07/2013 00:58
    Di difficile commento, questo tuo saltare a caso (pare) di quà e di là, e tuttavia questo matrimonio fallito (la sposa è fuggita) suona così bene! Complimenti e saluti.

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