accedi   |   crea nuovo account

Il lago

È lampante
lo sfasciume del lago
alberi coricati
quasi sradicati
dove corvi impossibili
cantano
un canto stonato
penso alla luna
che si affaccia tra i rami
sale un vapore, la sera
che è nebbia al mattino

Sei tu che chiami
e quasi mi riporti alla vita
guardavo i gerani
sul davanzale
ancora rossi
specchiarsi nei vetri

 

1
4 commenti     2 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

2 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • silvia leuzzi il 07/07/2013 22:47
    Molto suggestiva Ciro. Hai saputo dipingere un quadro piuttosto realistico del nostro quotidiano, con tutte le sue contraddizioni.
    Di grande respiro la chiusa punteggiata da quei rossi gerani. Grande amico complimenti veri
  • Anonimo il 07/07/2013 22:00
    Suggestivo contrasto tra le due strofe. E soprattutto una grande metafora del mondo. Complimenti.

4 commenti:

  • ciro giordano il 10/09/2016 21:48
    grazie maria angela. gentilissima
  • maria angela carosia il 09/09/2016 13:21
    Incantevole davvero, complimenti!!!
  • silvia leuzzi il 08/07/2013 22:40
    Ci dobbiamo sostenere noi che scriviamo strano ahahahhahahahhahahahahahhahahahhahah ciao amico
  • ciro giordano il 08/07/2013 22:23
    troppo buoni, amici miei, troppo buoni... grazie

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0