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Il villino

C'era quel villino, ermo alla città
Che si diffondeva tortuosa ovunque,
Che porta in sé la storia dell'epoca
Degli alalà e dei balilla, eroi
Di uno Stato e non di una Verità.
I nobili dimoravano bene
Tra salotti folli e discussioni
Comode, ad ospitare gerarchi
E podestà, a cacciar sovversivi
E liberali; finché tutto sparì.

Quella casa è lì, nessuno ricorda
La sua vita, e l'avvicina ora
Un palazzo moderno, un chiosco,
Una pizzeria e un volgo rozzo
Dai gusti patetici e conformisti.
Solo lo storico della memoria
Sa che porta la scomoda realtà
E che lei non dimentica i passi
Di chi varcò le sue porte bianche.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 13/07/2013 01:43
    La costruzione continua copre il passato per il presente. Ma chi ha vissuto quel passato, e tu lo dichiari in modo sentito, è come gli si aprisse una ferita, come aver voglia di prenderlo a martellate quel palazzo per ciò che ha rappresentato. Mi è piaciuta molto.

2 commenti:

  • Niccolò Mencucci il 13/07/2013 10:32
    E dire che l'ho buttata giù in pochi minuti. Personalmente non è delle migliori, come forse pochissime delle mie...
  • Alessandro il 12/07/2013 23:45
    Ironia anticonformista e disincantata che può essere di un buon Palazzeschi. Bella

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