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Morbida, Me, Roccia

Ho avuto il cuore arido,
un cuore sterile di emozioni,
con la paura, regina, del mio animo
ho vissuto in equilibrio
precario
instabile io.

Negli sguardi leggevo il mondo
e mi intravedevo lontana
seduta solitaria e felice,
felice per non essere gioiosa,
gioiosa per non sentirmi amata
perdutamente
incosciente io.

Le quotidiane serate in scomoda compagnia
trascorrevano veloci,
ma lento rimaneva il tempo
per il quale il desio di ambire alla vita
era ormai labile di luce fioca,
e il tramontar del sole spazzava via i giorni
tristi
melanconica io.

Non ti ho voluto guardare negli occhi,
il tuo animo era in attesa di conferme.
Il disprezzo che abbiamo nutrito in fondo
è stato fonte di vita nova.
Il tuo cammino volge verso l'orizzonte
un orizzonte splendente rispetto ai nostri bui trascorsi
che il Fato stavolta ti sia sorridente
immensamente
attonita io.

Finché quel dì è arrivata l'alba nei tuoi occhi,
e il mio animo ha finalmente trovato quella conferma.
Il sentimento che ne è scaturito in fondo
ha dato i natali alla eterna gioia.
Il mio percorso è già all'orizzonte
l'orizzonte infinito che il cuore fertile ama scrutare al presente
un presente che non conosce fatica
dell'attesa ormai alle porte dell'Ade
in fiamme
innamorata io.

 

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