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Bianco nero ed un frusciante verdone che trovò in dio la verità

I fiori del mio italico giardino
non sono mai riusciti

ad attraversare la strada

per ricongiungersi

sebbene io non amando nessuna bandiera non fossi mai stato un suo particolare amante

ad un papavero rosso


- mai stato
magica parola che anarchica mente mi manda in un sole di deliri-

ma Amo la libertà di un popolo ad essere sovrano del proprio destino

le zebre e le aquile
ne hanno divorato

il colore

lasciandomi al soldo

di una pidocchiosa

chiusa in verità

chi usa muore

 

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Per ragioni di cassa sembra che il Verdone con tutti i suoi simboli massonici vada in pensione...( troppo forti Sordi-Verdone avvocato-attore per fregare un regista americano film che ho visto ieri )


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3 recensioni:

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  • cristiano comelli il 22/07/2013 16:28
    Per un momento, leggendo iltitolo, ho pensato all'esilarante film "Bianco, rosso e Verdone" del mitico Carlo. Scherzi a parte, hai saputo cesellare con la tua penna al solito maestra la simbiosi che unisce ogni più piccolo granello di natura a colui che tutto fa germogliare. Bravo.
  • Rocco Michele LETTINI il 22/07/2013 09:44
    IRONIA E VERITA' IN UN AMALGAMA ECCELSO... ACUTA LA NOTA... IL MIO ELOGIO VINCÈ
  • Anonimo il 22/07/2013 08:10
    Viva sempre la libertà e l'amore universale, che qualcuno -particolare- però riesca sempre ad amare, giusto per non rimanere nel teorico vago! Ma la cosa non riguarda certamente Te, Vincenzo, sempre così generosamente disponibile nei confronti di tutti.

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