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18 anni

C' erano porte invisibili
che conducevano a luoghi sconosciuti
il regno dei sogni coronati
dove sorgevano soli intramontabili.

E l'odore del frumento
si mischiava al profumo
del successo, e dal camino il fumo
del focolare del festeggiamento.

Ma fuori dalle porte
l'eco dell'ultimo lamento
del desiderio strozzato, lo sento
piangere al ghigno della morte.

E il pungente odor del fallimento
fa da contorno alla bufera
in una notte austera, nera
senza luci a portare cambiamento.

Varcare le porte, fare quel salto
forse 'sto mondo è l'inferno di un altro.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 29/07/2013 14:37
    Il difficile ingresso nel mondo adulto, dove i sogni sono prigionieri di porte chiuse a chiave. Sbirciata dopo sbirciata, l'esistenza ci fa sempre più paura.

2 commenti:

  • Alessandra il 14/09/2014 20:49
    Davvero molto bella complimenti
  • Raffaele Arena il 16/09/2013 20:42
    Quest' opera, con metafore semplici ed efficaci, esprime la crescita, dell'autore che si trova a convivere, vuoi per parentele sbagliate, o un territorio infido, una difficile crescita. Dall'inferno, con coraggio e cuore si può sempre uscire, "spengendolo" , e accettando quel che proviamo in noi stessi e, sopratutto con carattere, ridimensionarlo o eliminarlo, con scelte determinate a cambiare le proprie abitudini. La crescita è una sfida per cambiare noi stessi e le cattive amicizie!

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