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Il capannone blu

Allontanarsi
ma si tornerà
oppure non si sa.

Il lavoro
di creare un filo
è sopravvivere
senza dimenticare
di ringraziare.

Non lo faccio:

vivere di numeri
non mi fa essere cifra
e al mio interlocutore
non gli darò il cuore.

Niente sogni,
nessuna carta
li potrà comprare.

Zero parole e niente gesti
da me si fanno i conti
che sanciscono incremento
o ti danno segno
del tuo fallimento.

Quando si brucia te lo piangi tu
il beneamato capannone blu.

 

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6 commenti     6 recensioni    

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6 recensioni:

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  • vincent corbo il 21/08/2013 07:21
    Una bella e importante poesia che come un tessuto definisce immagini e impressioni.
  • Alessandro il 11/08/2013 23:56
    "Vivere di numeri non mi fa essere cifra". Quanta profondità in questi due versi! Complimentoni.
  • loretta margherita citarei il 11/08/2013 17:57
    poesia che condivido simile è la mia realtà lavorativa, bravo poeta
  • Anonimo il 11/08/2013 17:18
    Avevo già compreso che hai una mente matematica e che esprimi il tuo dramma interiore esponendo una situazione disdicevole per chi è sempre in bilico senza aiuti concreti. E la chiusa è un grido di lodevole dolore.
  • silvia leuzzi il 11/08/2013 16:35
    Questa poesia ha tanti spunti di riflessione: primo fra tutti la dignità del lavoratore
    - vivere di numeri
    non mi fa essere cifra
    e al mio interlocutore
    non gli darò il cuore.-
    poi c'è la precarietà che balza all'occhio sull'incipit.
    C'è il lavoro del contabile che conosce e misura la sventura dovuta alla scelleratezza di chi comanda.
    E poi quasi ironico il finale di questo pianto di coccodrillo dei nostri industriali e amministratori delegati che fingono un dolore, che non provano. Perché al lavoro tengono solo quelli che del lavoro si nutrono e caro il mio amico questa tua la condivido su facebook. Ciao amico
  • Anonimo il 11/08/2013 14:50
    A me, attualmente, i capannoni fanno pensare solo a fabbriche che chiudono, o a tante lotte disperate di operai che stanno per perdere il lavoro... Quanto vicina mi sento a tutti loro, ai loro famigliari!

6 commenti:

  • Anonimo il 16/08/2013 15:30
    bella anto non siamo dei numeri... non ci posssono comprare, questi signori che pensano di guidarci con dei fili come burattini... hai descritto in versi eccellenti di poesia un tema sociale forte... mi inchino a questa ttua bellissima poesia... bacione
  • laura il 13/08/2013 17:00
    poesia che condivido in pieno, spiega benissimo quello che viviamo oggi nel mondo del lavoro. Dalla mattina alla sera, lavoriamo senza avere nessuna certezza, nessuna soddisfazione, solo sacrifici e tanta amarezza. Una frase bellissima:vivere di numeri
    non mi fa essere cifra
    e al mio interlocutore
    non gli darò il cuore. Direi che qui si legge la persona che vuole mantenere la sua dignità, la sua personalità a prescindere dal lavoro che svolge. Hai ragione! Una poesia in cui mi rispecchio molto! Bravo Antonio un grosso saluto
  • stella luce il 11/08/2013 22:31
    versi dedicati al dramma dei nostri giorni, andare in vacanza e poi??? si torna al lavoro se esso c'è!!!! E certo i conti vanno fatti ma non questo tutto il resto deve essere svenduto e calpestato... bravo Antonio
  • Caterina Russotti il 11/08/2013 15:02
    Grazie Antonio per avermi spiegato la tua bella poesia... Mi spiace di non essere stata in grado di saper leggere nelle tue righe.. Chi più di te conosce il senso vero di quanto scritto. Mi piaceva prima ed ancor di più , ora che ne so il significato.
  • Antonio Garganese il 11/08/2013 14:51
    Cara Caterina, questa è' una poesia che esalta chi fa sacrifici per lavorare e mai viene valorizzato ma sempre tenuto in bilico. Grazie del tuo passaggio.
  • Caterina Russotti il 11/08/2013 14:37
    Caro Antonio, il capannone blu... È un qualcosa che ti riporta alla tua infanzia?
    Ringraziare per ogni gesto o consiglio bello o brutto che sia ( meglio bello ) porta sempre ad una crescita personale.

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