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Stupidità assassina

Vetro di purezza gravido
dei sobbalzi velenosi e traditori
ostaggio e indifeso pasto
di ruvidi guanti di pregiudizi;
lento il sognare s'assopisce
lungo le strade di quell'amore
che non mi consentiron di chiamare amore
ringhia addosso ai miei respiri
l'ombra di rame d'un'etichetta letale
"diritto non hai a vivere,
altro non sei che un insulso omosessuale";
torturano tenui lacrime di miele
le orlature ancora acerbe
del mio viso intimidito e delicato
rantolano gli alfieri del perbenismo
sulla solitudine lacerante
del mio sentimento
ignobilmente, vigliaccamente vietato.
Ascoltar saprete ora
i sogni innocenti
che leggiadri a scorrere anelavano
nell'ancor indefinito mare
dei miei soli quindici anni?
Pochi,
per potersi inventare già uomo
pochi,
perché la mia carne udire possa
null'altro che il dileguarsi
di ciò che cominciando stavo
a chiamare sorriso.
Supremo volo è amare in libertà
luce discreta che squarciare sa
il velo di un'indecifrabile immensità;
mamma, papà
al Dio da cui mi faceste germogliare son volato,
con la maledizione,
ma al tempo stesso la fierezza,
di avere davvero amato.









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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • LIAN99 il 12/08/2013 20:35
    Caro Cristiano, stavolta ti sei davvero superato! È bellissima questa lirica che sa penetrare con acuta sensibilitá nell'animo di questo sventurato ragazzo, purtroppo vittima della perdurante stupiditá umana che ancora discrimina il "diverso". Ammirevole la delicatezza e la discrezione con cui hai saputo trattare un tema tanto delicato. Anche la costruzione ed il ritmo poetico sono in linea con il tono richiesto dall'argomento della composizione. Bravissimo.

3 commenti:

  • cristiano comelli il 12/08/2013 21:16
    Grazie ad ambedue i commentatori, ovviamente prevalgono in me le lacrime che mi hanno spinto a ricordare in qualche modo questo povero tenero ragazzo vittima, come avete ricordato anche voi e ribadisco, di una stupidità abissale che dà all'amare etichette inaccettabili. Grazie ancora e buona serata.
  • Caterina Russotti il 12/08/2013 20:41
    Si leggeva. Nelle righe della tua bellissima poesia che era dedicata al ragazzino 14 enne che ora cammina libero assieme ad Andrea morto a novembre per lo stesso motivo! Dico morto, perché in realtà per me e stato ucciso da questa società contorta in cui viviamo. Ti ringrazio per aver trattato questa tematica.
  • cristiano comelli il 12/08/2013 20:21
    Il contributo intende ovviamente essere un omaggio a quel ragazzino che, perseguitato da alcuni bulletti vigliacchi per il fatto di avere tendenze omosessuali, non ha retto e si è tolto la vita. È un momento tristissimo. Io sono eterosessuale, ma considero quello degli omosessuali un diritto sacrosanto a vivere. Non vi può essere società giusta finchè si demonizza il diverso e addirittura si decide cosa abbia o non abbia diritto a fare. A quel ragazzino tale diritto è stato ignobilmente tolto, e qualcuno, per questo, dovrà pur pagare. L'auspicio ovvio è che ovviamente storie del genere non vadano più a occupare pagine di cronaca perchè ciò significherebbe che finalmente la società ha capito che una diversità di orientamento sessuale non fa di un uomo nè un farabutto nè un menomato. Fa di lui un uomo con il suo diritto a vivere. E a essere rispettato.

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