username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Perché

Perché questo perché quello
perchè sprecare una coreografia cosi immensa per un pianeta dal cuore così piccolo
se le nostre eliche elicoidali non viaggiano più negli spazi infiniti dell'universo

perché la vita
perchè la morte

perché l'assurdo è divenuto così razionale ed il razionale un così assurdo ballerino

perché mandare messaggi nell'etere e costruire navette spaziali se non parliamo neanche più al nostro vicino se non tramite internet

perché le luci artificiali offuscano lo splendore delle stelle lasciando le nostre città sotto un cappa di androni dal buio irrespirabile

perché non sono nato Curdo ebreo donna e con il dono della pelle scura per mettere in risalto agli occhi dei cacciatori di zanne l'avorio e lo scalpo dei miei denti bianchi

perché l'italiano ha un solo confuso perché mentre francese spagnolo tedesco ed inglese c'è l'hanno doppio distinguendo la domanda dalla risposta

perché ogni acuto porta in sé un accento grave

perché l'esplosione di una bomba nucleare prende la forma di un velenoso fungo porcino ed i cinghiali della foresta nera scavano solchi profondi ai piedi di querce secolari

perché mi sono perseguitato fin dal mio primo nascere senza mai trovare l'assassino dei miei sogni in uno specchio opaco oltrepassato solo da quantificate alici di mare per rivelarmi soltanto i danni

perché ho amato il mito la leggenda la favola per essere lasciato a Troia sotto le sembianze di un cavallo di legno

perché il donnicidio ed il genocidio rimano con dio e non con il mini io di sterminio

perché le zucche umane non si trasformano più in carrozze reali portandoti nel castello del principe dove c'è una festa senza fine

perché sono un inganno il naufrago di nessuno un ciclope accecato da un tronco d'ulivo ed una pecora da lana e di formaggi plastificati in caciotte

12

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

Il perché di un pro-getto elicoidale ritrova-tosi ap-parente-mente in un cerch-io chi-uso...


5
7 commenti     7 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

7 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Raffaele Arena il 17/08/2013 17:12
    La vita è continua ricerca e chiedersi il perchè è fondamentale. Il testo fa girar la testa, sembra un frullato, come l'odissea di Joice, o la coscienza di zeno... meno male il sole riscalda la tua testa sciogliendo alcuni dei tuoi perchè a cui non ci sarà mai risposta. Molto forto.
  • Don Pompeo Mongiello il 17/08/2013 16:56
    Pur accorandomi al coro, dico che bisogna pur con sforzo comune risponder ai tanti Perché, affinché domani non ci sarà nessun Perché?
  • Centrone Stefano il 17/08/2013 15:10
    Tutti questi perché mettono sempre in evidenza il nostro esser dubbiosi su questa vita che, secondo me, potrebbe esser più semplice del dovuto; se non fossimo noi a renderla molto complicata.
    Poesia che mette in evidenza parecchi aspetti della nostra vita.
    Parecchi dubbi che, ahimè, ci son sempre.
  • Anonimo il 17/08/2013 14:03
    Indubbiamente originale e notevole: tanti perché a carpire il senso di tanti aspetti della nostra esistenza. Complimenti.
  • Anonimo il 17/08/2013 12:31
    Eccomi di fronte ad un'opera che davvero non mi sento di commentare, essendo troppa roba per le mie scarse capacità intellettive, specialmente nell'interpretazione di versi original-filosofico-esitenzial-surrealista, con tocchi di verismo, come questi.
    Prometto di studiarla, meditarla, al fine di entrare in una armonica sintonia di questo pensiero pazzo-schizofrenico che permette forse di motivare non solo i perché infantili ma addirittura quello universale che regge la nostra incredibilmente complessa, e allo stesso tempo semplice, vita.
    Potrei dire che sono rimasto frastornato, quello sì, stordito, annichilito dal viaggio che l'autore ha fatto nei meandri del proprio pensiero esistenziale... e mi chiedo anch'io perché mai gli sia venuto questo desiderio. Forse nella fonte, oppure nella sete di conoscenza, sta la spiegazione?... questo non lo so e forse non lo sa nemmeno lo stesso Capitanucci. Alla prossima... vedrò quel che posso fare. Un saluto.
  • roberto caterina il 17/08/2013 07:53
    Impegnativi perché che si snodano oltre l'infanzia fino a lambire le sponde del lago Lemano. Ad un linguista potrebbe forse non sfuggire perché due perché sono con l'accento sbagliato (perché. Semplice errore oppure una riflessione sull'assurdo e mai risolvibile gioco del grave-acuto?
  • Rocco Michele LETTINI il 17/08/2013 07:39
    Perché di tanti perché...
    ..."perché l'assurdo è divenuto così razionale ed il razionale un così assurdo ballerino"...
    In un eccelso verso tutto il verso che possa esaltare l'intiero costrutto... ENCOMIABILE VINCE'...

7 commenti:

  • Anonimo il 17/08/2013 17:42
    paradossalmente, se abbiamo tanti perché, credo sia il giusto alibi e stimolo per estrapolare le nostre risposte, che solo dentro noi stessi celiamo... vuoi per esperienze e contesti diversi, tali perché e risposte saranno sempre diversi, pronti a soddisfare quelle piccole lacune gelosamente personali. Letta con interesse.
  • Anonimo il 17/08/2013 17:40
    Io amo immensamente la semplicità che non sfugge ai perché ma straordinariamente riesce a superarli tutti. Tempo fa, Vincenzo, le dedicai una poesia, intitolata "LEI". Te la dedico... Tu, se credi, leggitela. E magari, se vuoi, anche Tu, ultra-riflessivo Charles, o chiunque altro dei presenti da tanti dubbi frastornato...
  • Anonimo il 17/08/2013 15:49
    Splendido poema scritto in stile libero
  • Caterina Russotti il 17/08/2013 15:09
    Grande Vincenzo! Sapersi interrogare non è dia tutti e saperlo esprimere con vera maestria tanto meno. Complimenti!!
  • Don Pompeo Mongiello il 17/08/2013 10:59
    Mi associo ai commenti già fatti, aggiungendo i miei più vivi complimenti.
  • Nicola Saracino il 17/08/2013 08:35
    Genio libero genera domande che nascono da risposte, perché la roccia acuminata di scogliera è stata levigata dalla mano del poeta... Polifemo fu accecato dal legno vero e poi morì avvelenato dalle caciotte di plastica che gli procurava la badante, perché non aveva figli ad occuparsi di lui ed il padre-dio ovviamente era morto. Un abbraccio Vincenzo. Nicola
  • roberto caterina il 17/08/2013 07:54
    accento sbagliato perché...

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0