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IL PASSERO SOLITARIO (classico della letteratura italiana riproposto in linguaggio moderno)

Ti vedo in cima a quell'antica torre
solo,
proprio come me!
Tu canti finchè non muore il giorno
mentre la primavera brilla nell'aria
esulta per i campi
festeggiata da mille uccellini
che fan mille giri nel cielo.
Ma tu passero solitario non ti curi di loro
resti indifferente a quella festa
non la cerchi, non provi a volare
consumi così nella solitudine
la parte più bella della tua vita.
Quanto è simile il mio modo di vivere al tuo!
Non c'è spensieratezza in me
gioie e divertimenti io li evito
mi sento estraneo e quasi fuggo da loro
e il dramma è che non so spiegare a me stesso
nemmeno il perchè.
Chiuso nella mia stanza
passo le mie giornate vuote e monotone
in silenzio, in solitudine.
Eppure questo giorno che ormai volge alla sera
è festeggiato da tutti in questo paese,
si odono nell'aria suoni di festa vicini e lontani
i giovani sono allegri
indossano i loro abiti migliori
si divertono
ed è persino bello guardarli.
Ma io,
in quest'angolo del paese vicino alla campagna,
io resto da solo come sempre,
ogni divertimento
lo rinvio in altri tempi
non so a quando,
guardo il sole che si dilegua dietro i monti
e sembra ricordarmi
che anche la mia giovinezza sta morendo.
Tu, passerro solitario
alla fine dei tuoi giorni
non potrai pentirti d'aver vissuto così:
è la tua natura che ha deciso questo.
Ma io,
se non riuscirò ad evitare la detestata vecchiaia
e tutto sarà noia più di adesso,
che penserò della mia giovinezza sprecata
e non goduta?
Forse piangerò
guarderò indietro
ma sarà ormai troppo tardi.

 

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4 commenti     0 recensioni    

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4 commenti:

  • Nenia Samael il 21/08/2010 11:38
    grande!!!
  • Maria Lupo il 25/10/2007 02:44
    Il commento di Luca mette il dito sulla piaga ma... rischia di farla incancrenire.

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