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L'arrivo ad Hano, terra del caos e dell'autunno

All'entrata della grande porta c'era scritto:

"Se è vero che un lago può diventare mare
e se dentro ogni bruco qualcosa già vola,
chi saprà dire Quale sarà la farfalla?"

La terra di Hano era famosa in tutto l'universo.
Navi che vanno e che vengono.

Giardinetti del fare che spuntano in tutte le strade,
allarmi continui per tutte le cose
e bisogni che fottono,
che fanno perdere la via,
ogni volta per ogni volta.

Ogni parte è una parte, il confine è scordato
e le ombre della gente vivono sul serio,
stereo e nastri che si avvolgono.

Piccoli gesti che si ripetono,
la sensazione di fotografia,
il secchio della concentrazione che fa fatica a riempirsi
e poi immagini,
fiumi di storie che si scrivono e che non vanno da nessuna parte.

La bandiera della grande casata del grigio metallico si ergeva comunque
al sole e al tramonto.
Come è amaro lampeggiare quando manca lo sfondo.

 

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2 commenti:

  • ciro giordano il 27/08/2013 20:47
    mi ricorda qualcosa di molto vicino... affascinante ed intelligente...
  • Caterina Russotti il 27/08/2013 14:39
    La terra di Hano... Non credo che mi piacerebbe viverci, anche se ho la sensazione di esserci già stata? Forte questa poesia. Piaciuta.

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