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Il detenuto

Mughetti sogna, un prato, tante vanesse.
Miraggi l'assalgono nel tedioso giorno,
piegato coglie, stringe un pugno di nervi:
detenuto è lì a piangere la gioia!

Guarda cipiglioso, la grata e la strada.
Uomini vede passare con certe ariette,
tribolato, spine gli toccano il cuore:
detenuto è lì a languire la vita!

Pensa, ripensa quell'ora. Sente, risente
un rimorso; un nodo a la gola non slega,
tanto è stretto, tanto l'angoscia l'opprime:
detenuto è lì a grattare il capo!

 

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11 recensioni:

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  • Anonimo il 07/09/2013 13:17
    Non sempre è possibile riuscire a trovare una soluzione ai problemi che angosciano IL DETENUTO, tanto è vero che l'autore lo descrive con chiarezza nell'emblematica chiusa:
    "Pensa, ripensa quell'ora. Sente, risente
    un rimorso; un nodo a la gola non slega,
    tanto è stretto, tanto l'angoscia l'opprime:
    detenuto è lì a grattare il capo!"
    Pubblicazione che suscita parecchie riflessioni!
  • Salvatore Masullo il 31/08/2013 17:23
    Bei versi che esprimono in maniera apprezzabile situazioni e stati d'animo. Versi che riportano riflessioni molto profonde. Lirica piaciuta!
  • Giulia Aurora il 30/08/2013 01:28
    Riflessione profondità ritmo a scandire frasi che danno leggerezza nonostrante la pesantezza del tema trattatto bravo
  • Raffaele Arena il 29/08/2013 22:17
    Forse per certi uomini, chi giustamente o meno, ma non stà a noi giudicare, la condizione che tu descrivi, considerata la sovrappopolazione carceraria, non è così come la descrivi. Anzi, ne sentiamo di tutti colori. Comunque hai colto nel segno un problema sociale attualissimo. PIACIUTA!
  • Anonimo il 29/08/2013 14:48
    Bella e significativa fa riflettere... complimenti!!!
  • Don Pompeo Mongiello il 29/08/2013 14:31
    Mi associo a Roberto Caterina ed aggiungo i miei più vivi complimenti!
  • roberto caterina il 29/08/2013 09:21
    È un'apprezzabile e sensibile riflessione sulla prigione reale da non confondere con quella che spesso ci costruiamo intorno... e che caratterizza purtroppo un aspetto concreto della realtà odierna.
  • Anonimo il 29/08/2013 08:50
    Un tema interessante e vero, purtroppo.
    Questa tua, mi ricorda, tanti anni fa, quando, per puro caso, ho intrapreso una corrispondenza con alcuni detenuti, al solo scopo di amicizia.
    Alcuni, mi spiegarono quello ch'era successo, altri le loro colpe, altri le ingiustizie subite. Queste persone, avevano bisogno di comunicare, ed io rispondevo volentieri. Mi scrivevano poesie, mi facevano gli auguri ogni volta del mio compleanno e altro... Questi avevano famiglia o erano completamente soli.
    Chi commette reati, è giusto che stiano in prigione, ma dovrebbe essere un'istuzione rieducativa, come dice Nico.
    Ma siamo in Italia... un bel Paese finto e ingiusto.
  • Anonimo il 29/08/2013 08:32
    Apprezzabile la tua attenzione verso coloro che soffrono una condizione di non libertà e di disagio umano, nel loro ambiente di detenzione.
    L'argomento è reale, serio e avrebbe bisogno di essere trattato con serio impegno e considerazione da chi ne parla, invece, solo per farsi pubblicità
    Buona giornata e sempre bravissimo Rocco!
  • loretta margherita citarei il 29/08/2013 08:28
    secondo me è giusto che chi commette reati stia in prigione, ho compassione per quelli che espiando hanno capito il male fatto, ma di chi nn si pente no, ci sarebbe da dire anche sul fatto del sistema carcerario italiano molto scadente e disumano, sempre bel cuore il tuo
  • Anonimo il 29/08/2013 08:18
    La condizione del carcerato, del rimorso che lo attanaglia e lo tormenta, ogni spazio di libertà celato da mura e sbarre, la sua dignità di uomo, anche se si è macchiato di reati, perennemente calpestata, raccontati in versi di grande spessore. Oltretutto il carcere dovrebbe essere, secondo quanto sancito dalla nostra Costituzione, un'istituzione rieducativa, ma sappiamo bene che è l'esatto contrario. A tutto questo va aggiunto anche il drammatico problema del sovraffollamento, condizione che altro non fa se non esasperare i reclusi. Qualcuno diceva che lo stato di civiltà di un Paese si vede molto dalle condizioni carcerarie.
    Complimenti.

1 commenti:

  • LIAN99 il 29/08/2013 15:42
    Delicata e sensibile interpretazione dello stato d'animo d'un detenuto, preda del rimorso e dei suoi intimi drammi e conflitti. Purtroppo, spesso in galera ci sono i più deboli ed indifesi, i "pesci piccoli"; mentre i veri delinquenti, quelli più grandi, irriducibili e pericolosi continuano a restare a piede libero, senza che nessuno osi toccarli. Le ingiustizie e le atrocità che si consumano nelle nostre carceri sono inenarrabili. Spesso avallate da chi invece dovrebbe garantire il rispetto della giustizia e della legalità (v. caso Cucchi, etc.). Grazie, Rocco, per averci proposto questo testo.

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