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masturbazione

Respiro lentamente,

nella perfida avidità di un'afa senza tregua.


Lascio la mente libera di vagare negli sconfinati territori

che dividono la follia più pura dalla ragione più ovvia,

addentrandomi deciso nell'intima concretezza dei miei dolori più vivi.


Li sento pulsare nelle mie vene,

percorrere prepotenti il mio sesso,

per poi esplodere in rivoli di disperazione.


È un contatto primordiale tra il mio corpo e la mia anima,

tra la mia solitudine e l'opprimente egoismo dei miei affetti più veri.


Ci sono!

Sento i miei pensieri,

i miei desideri,

sento la mia vita crescere prepotentemente tra le mani,

la vedo mostrarsi candida ai miei sensi,

contratti in un rapido spasmo,

sospeso tra il fugace incedere di un sospiro.


Dalle arcane profondità della mia anima ferita,

riaffiorano in superficie le dolorose ancelle

del mio cruento esistere.

Scendono cristalline accarezzando il mio volto disperato,

in un delicato gesto d'amore,

a consolare la mia sconfinata solitudine.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Ferdinando il 29/07/2016 11:55
    apprezzata... complimenti.

2 commenti:

  • alice righetti il 10/07/2012 15:51
    .. non credo sia sconfinata solitudine, forse un bisogno!!!
  • augusto villa il 25/10/2007 00:22
    Molto bella, per nulla volgare, ben scritta... e vera!

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