username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Tu non lo dire

Il senso di una parola
nasconde a volte mani e occhi avari,
scatole senza fondo
che non tradiscono meraviglia.
Io mi affaccio in punta di piedi,
con l'affanno puntato
verso i cocci meno taglienti,
ma trovo solo briciole
che mi ricordano d'essere umile,
che prima di parlare
bisogna piangere e gioire.
Stringo i pugni,
ma non mi genufletto.

E se l'anello
non è più quello di un tempo
è perché il metallo
è come un pavimento di sale,
prima o poi perde l'appiglio buono,
si riempie di crepe e si consuma.
Rigirarlo non ha molto senso,
mi aiuta però ad inventare
un significato nuovo,
e darti la voce che più si addice
al mio stato d'animo
di viandante senza pace.
Vienimi incontro,
ma sii gentile, fallo piano.
Madre e figlia,
non sai ancora
cos'è che più ti conviene,
forse non dovrei nemmeno parlare.

Mi riconosco a volte,
ma più che altro cerco d'essere
più in alto, ladro generoso
alla ricerca
di una nuova favola da raccontare.
Lancio esche, dall'altra parte
di questo muro
che non conosce tregue,
punge come il peccato originale.
C'é un gatto che mi guarda
come se gli avessi fatto
chissà che cosa,
a me serve solo
a far rimbalzare l'umore.
È tempo di raccolta,
ma tu non lo dire.

 

0
2 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

2 commenti:

  • Caterina Russotti il 31/08/2013 06:39
    Vieni mi incontrò... Ma sii gentile... ladro generoso in cerca di una favola da raccontare...
    Piacevole poesia. Molto gradita
  • anna rita pincopallo il 31/08/2013 05:53
    molto bella piaciutissima

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0