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L'incubo dell'avido

Ferma sul bordo dell’universo,
fisso lo sguardo nell’infinito,
tremi, in attesa del bieco verso.

Anima persa, tetro partito,
che ancora speri nello tuo inferno,
nutri rancore giammai sopito.

Ma se tu credi che nell’eterno
regno di Ade potrai finire,
a scontar pene di mal governo,

sappi che questo potrà lenire
sol la tua sete di tristo reo,
provato al dolo, presto a mentire.

E il desiderio, che in gran corteo,
tu, coi seguaci del dio denaro,
tanto agognate pel vostro neo,

prenderà l’onde con altro varo,
non con la legge del contrappasso,
ma con peggior modo e assai raro:

"Finchè la morte non colga il passo
della tua vita così aberrante,
mai si avvicini al tuo corpo lasso

amico buono, né dolce amante.
Pur nel finale della tua vita,
ancor più solo sarai e ansante,

fatal respiro di dipartita,
maledicendo gene materno,
tu esalerai, folle eremita!

E la tua anima, cava all’interno,
sgomenta, scruti, col capo verso,
i vuoti spazi del vuoto eterno.

Ferma sul bordo dell’universo…".


Ndr:
A chi esercita violenza per denaro,
a chi delinque per denaro,
a chi intossica terra, aria e acqua per denaro,
a chi usurpa l’altrui libertà per denaro,
a chi uccide per denaro…
questo segno dedico.
L'autore.

 

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3 commenti:

  • Ugo Mastrogiovanni il 30/11/2008 16:09
    Il poeta sa che quando una poesia non ha altro oggetto che se stessa è destinata all’esaurimento e finisce per stancare presto il lettore. Per questa legittima consapevolezza, decorati da una rima accurata e gradevole, i suoi versi divulgano un argomento di grande attualità e la speranza che, col maturare della sensibilità umana, l’uomo possa diventarne cosciente per evitare definitivamente i suoi sbagli.
  • sara rota il 15/11/2007 17:40
    Mi è comparso dinnanzi agli ochi il purgatorio di Dante. Carina...

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