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Quell'oltre della vita mia. .

Quante volte m'han detto:
"Non di solo pane vive l'uomo. . ."
aggiungendo bisogni e necessità
al pari del bisogno del nutrimento.
Oggi però voglio spogliarmi
di me stesso, scostarmi dal pensiero
di quello che mangerò e berrò,
provare a immaginarmi Anima,
piccolo acino unito a un grappolo,
nutrito dal calore e dalla rugiada.
È tempo di spezzare le mie spine,
di levigare le mie asperità,
di irrigare il deserto del mio egoismo,
talmente nascosto, talmente osceno.
È tempo di dare a Dio le cose che gli appartengono:
il tempo ch'Egli m'ha dato,
il corpo ch'Egli ha plasmato,
quest'Anima ch'Egli conosce più di me stesso.
La pace nel mondo è un pretesto,
il movente di un digiuno è sempre più grande
di quello che si dice, perché in fondo
compiacere Dio vale più del pane,
più di ogni atto e parola,
oltre la vita mia.

 

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1 recensioni:

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  • Verbena il 28/09/2014 02:05
    Complimenti per quest'opera intensa, piena di profonde e veritiere riflessioni sul significato del vivere. Apprezzatissima.

1 commenti:

  • Caterina Russotti il 07/09/2013 11:50
    Nutrirti del tuo Io profondo per poter poi assaporare ciò che la vita ti offrirà .. privo di pregiudizi. Complimenti per questa tua poesia infonde l'apertura di un animo nobile.

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