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Sognando

e noi, che conoscemmo
il chiaror della notte,
il calor della luna,
restammo lì a scrutar
l'orizzonte
persi per quelle stradicciole
di campagna, soli
tra lunghi e stretti valichi,
sognando colei che, sola,
è più dolce del vino degli dei.
un pensiero serpeggiò,
frusciante come il raso,
sferette d'aria colorate
coi colori dei sogni,
saltellarono lievi
davanti ai nostri occhi
cristallini e immemori,
il pensiero di un bambino,
la poesia.

 

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2 recensioni:

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  • Giulia Aurora il 21/09/2013 01:57
    una chiusa bellissima che porta a sognare sperare molto apprezzata
  • Raffaele Arena il 08/09/2013 21:42
    Bhe, trovo questa poesia davvero molto bella. E anche romantica, dove si denota una grande capacità descrittiva. Per una mia visione forse troppo classica, l'avrei suddivisa in tre parti, le prime due di 5 righe e l'ultima di 4. Ma sono quisquiglie. Davvero bella.

1 commenti:


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