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E tutti quei discorsi che non faremo mai

In piazza Dante i magrebini si affollano nelle loro canzoni
Mentre noi al sole ci stringiamo su distese di parole,
Dove non torniamo. Quando riparti mi chiedi "a che punto siamo?"
Si è alzata la nebbia dalle tue parti ed è così diradata
I miei silenzi innalzati a bandiera sono solo l'ultima frontiera
Che mi serve per delineare i confini tra me e te.
Ne vorrei proteggere i tuoi, ma il rumore dei miei ti sfonda le vene
E allora mi rincorri su chilometri di parole che ti escono dall'intestino
Ed io sorrido, mentre mi faccio a brandelli.

Ci osservano per domandarsi se siamo troppo grandi per giocare a nascondino
Per controllarci i portafogli, i documenti ed i riflessi
Mentre sei in preda ad un'altra crisi della mia assenza.
E si domanderanno ancora se siamo troppo grandi
Per le passeggiate, per i giri in giostra, per stringersi le mani,
Per le stelle, per le esplosioni, per i furti e le bravate
Ma io ho ancora voglia di sussurrarti buonanotte.

Bianca mi scrive dal nord e mi dice che dovrei raggiungerla
Lo farei, ma sono ancora perso tra gli scatoli e i progetti
Di un domani che non arriva mai
E poi mai, e allora rimando.
Domani mi ricorderò che mi mancavi
Perché ora il telefono continua a squillare
Ed io odio le correnti, le siringhe e gli obblighi coniugali.

Cinzia ha paura di lasciarsi andare mi dice,
Mentre io sopra la balaustra sono in bilico e aspetto solo il momento
Per chiederti dove sei, quando io non ci sono?
Le autovelox mi aspettano al solito varco, con la loro lentezza
Senza sapere che io sto correndo all'indietro e precipito.
I tuoi libri mi lacerano, tu fingi di non saperlo
Quando mi mordi, vorresti svegliarmi
Ma io sono in trip ancora una volta.

Il tempo ora sta portando via dei vecchi amori
Che se li guardi bene sono vestiti da carnevale.
Finti. Come me.
Cambiamo e restiamo uguali.
Ed io ho bevuto troppo per decidere.
Farei volentieri tre passi oltre
E mentre lo dico mi sono vestito da carnevale anche io.
Fingo.

Melarosa è diventata brutta ma continua il suo spettacolo
Con vestiti che non può più permettersi
Ma io continuo a guardarla per masturbarmi ancora.
Corriamo come i soliti atleti drogati, dai rapporti umani
Mentre lascio che le tue parole mi prendano per sfinimento.
Ho risposto a Marco l'altro giorno che mi dice
Che i sentimenti ormai sono un business
Ed io non gli credo, sarei ancora troppo ingenuo.

Tu mi giri nuda per casa mentre io non ti guardo
Mentre distolgo lo sguardo verso un vuoto
Che in realtà non abbiamo mai affrontato.
Ce ne andremo, un giorno o l'altro
Io e te come se ci fossimo arresi
Alle bombe che esplose ci fanno sentire vivi,
Per illuderci di annientarci per qualcun altro.
Ma un giorno, lontani
Continueremo a tormentarci, solo per essere felici.

 

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1 recensioni:

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  • denise il 16/07/2014 08:57
    a volte mi ricordi bukowski, non la copiatura, ma un allievo attento a creare col suo tocco qualcosa di nuovo e personale.. provocatorio, distorto, cinico ma appassionato.. mi piace molto

1 commenti:

  • Caterina Russotti il 11/09/2013 21:09
    Ho letto questo tuo racconto... e l'ho riletto... E mi ha trasmesso il rimpianto per una vita buia.. Credo però che tu volevi trasmettere qualcos'altro.. Mi piacerebbe saperlo.. Se a te fa piacere.

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