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Il linguaggio autunnale

In cerca del migliore linguaggio
potrò insegnare ai rami e agli alberi
l'infinito diletto
che accende il cuore
se le circostanze
lo consentono?

E la pioggia che porta un tesoro onesto
scioglie la ragione
non disdegna il silenzio
carico di nubi
E la luce si scontra
con la pietà troppo
incauta di un Io che
attende la sua sentenza.

Tu sei quella angelica figura
che mi dirà fino a quando
potrò sognare un autunno
che ha il respiro dolce
non il profumo
della primavera

e il sapore del vino incastonato
nella nebbia
pigra e discreta.

 

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7 commenti:

  • stella luce il 16/09/2013 15:21
    dolcissimi i tuoi versi... amore e natura perfettamente uniti insieme
  • Anonimo il 13/09/2013 16:47
    Trovo che questa tua, è tra le tue più belle, Roberto.
    Complimenti.
  • Anonimo il 13/09/2013 09:58
    davvero molto bella e ben scritta, complimenti
  • Caterina Russotti il 13/09/2013 00:14
    Bella poesia che decanta l'autunno e la donna con versi splendidi. Bravo
  • Rocco Michele LETTINI il 12/09/2013 19:26
    Il linguaggio d'un Signor Maestro che imprime la più vera emozione... L'autunno che si sente... IL MIO ELOGIO ROBERTO...
  • Anonimo il 12/09/2013 19:15
    Il sapore del vino incastonato nella nebbia... non me l'aveva mai detto nessuno...
  • loretta margherita citarei il 12/09/2013 16:27
    Tu sei quella angelica figura
    che mi dirà fino a quando
    potrò sognare un autunno
    che ha il respiro dolce
    non il profumo
    della primavera...

    trovo bellisima questa parte, piaciuta

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