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Un asola chiusa

Mantengo quest'asola chiusa,
Questo ordito fitto e dolce
Che riprendo nei ricordi.

Fogli su fogli dita pigiate
Più forte sui tasti
Trangugiate e rigettate fuori

Non intendo questo tempo incerto
Il farnetichio della gente in pensieri contorti.


Ma come cirri carichi di pioggia, sto.

Per gli sgambetti dei palpiti
E le mani del mondo annodate
Uno nell'altra.

I nembi sostenuti al nulla
Che mi danno un emozione
Agevole leggera.

Come un non so chè d'inizio
Ascolto una musica
Di Amy Stewart.

Ha la potenza di muovermi la pelle
E toglie sabbia fra drappi candidi
Di mobili sorpassati d'uno stabile chiuso.
Riemerge al di la del fondo

Interpreta ciò che non so dire
E che in altri giorni veniva semplice

Incide e dilata le rughe che s'arrendono
Come burro morbido

L'impulso naturale che trasuda
Fra le screpolature rinnegate

Ed io vergo il foglio.
Escludendo un finale che ferisca

 

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1 commenti:

  • Caterina Russotti il 24/09/2013 19:11
    L'ordito della vita.. in questi tuoi abili e bei versi. Complimenti

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