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Il Viandante e la Morte

Un giorno lontano incontrai una dama dai lunghi capelli color dell'ebano.
I suoi occhi erano freddi,
la salutai con un cenno del capo,
lei mi sorrise e mi disse:
"Gentile viandante, non temere, il tuo tempo non è ancora giunto"
"Cosa significa?"
"Lo capirete, la vita è una padrona gentile e crudele,
io sono colei che giunge a portare l'ultimo mazzo di rose"
Confusa, continuai il mio viaggio.
Senza mai dimenticare quella dama vestita di nero.
La vita mi ha portato gioie e dolori,
tesori e perdite,
amore e dolore,
in un continuo equilibrio,
che il più delle volte mi ha lasciato meravigliata.
Ora, sdraiata qui,
sul luogo del mio ultimo riposo,
sorpresa alzo gli occhi quando una voce mai dimenticata,
dolcemente sussurra il mio nome.
La dama vestita di nero,
con un sorriso gentile e occhi colore del ghiaccio mi tende la mano.
"Saggia e gentile viandante,
il tempo è giunto,
sono venuta a portarti le rose"
Nell'altra pallida mano un bellissimo mazzo di rose bianche, rosse e nere.
Le prendo la mano e la pace mi pervade,
sorridendo chiudo gli occhi e finalmente posso riposare per l'ultima volta.
"Grazie" è l'ultimo sospiro...

 

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1 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 05/10/2013 14:32
    Sono con quanto di bello ti ha commentato Vera però... non confondiamo la poesia con il racconto... Non vuole essere un ammonimento... Il mio elogio

1 commenti:

  • Anonimo il 05/10/2013 09:35
    Tutta bellissima e dolce, anche di fronte all'arrivo della morte... Con una sola eccezione: quelle rose nere. Che, grazie a Dio, non esistono. A meno che non siamo noi a coltivarne la specie.

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