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Bardo

bardo
accentratore sei d'un suono
d'impressione d'un istante

fanciullo soave
furore, adocchiato,
ti ferma all'angolo

frammenti colorati,
d'un frastuono
lacrime traslucide
fogli finemente piegati
pennino tagliente sei
ti stagli nel firmamento
dei tui moti interiori
la brace divampa tra le tue righe
in questo mondo creato
a castelli di carta cerata

s' infiamma l'attimo
un lampo e poi tanti minuti d'ore buie
e nel cuor riflesso
un immagine un doppio che scrive
nelle pagine del cielo
illuminato dal sentor del tuo pulsar di core

 

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4 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Alessandro Moschini il 10/10/2013 01:39
    Componimento molto, molto particolare. Apprezzato.
  • Anonimo il 05/10/2013 19:16
    Magnifica descrizione di questo personaggio che, a parer mio, è scomparso, non soltanto nei territori di origine. Oggi, forse rimane solo il tentativo d'emularlo.

4 commenti:

  • Giulia Aurora il 10/10/2013 22:34
    ringrazio tutti per i commenti nell'antichità il bardo era riverito
    era un poeta...
  • laura il 10/10/2013 10:37
    Un elogio davvero bello di un personaggio di grande rilievo! Mi è piaciuta davvero tanto, sei stata originale in questo tuo scritto. Complimenti
  • Raffaele Arena il 10/10/2013 00:18
    In questa tua poesia descrivi con una sensibilità superiore e una conoscenza tipica di chi ha amore per la lettura, una figura che riesci a tramutare con immagini fantastiche, come una favola. Piaciutissima.
  • Ugo Mastrogiovanni il 09/10/2013 17:04
    Un paesaggio interessante e ben descritto.

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