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Omaggio a Rolando Rivi (Tanka)

Partigian truce
stese la gioia e la fede.
Talpa celeste?

Lo cor vestìa divino:
nel bosco... alloro adoro!

 

l'autore Rocco Michele LETTINI ha riportato queste note sull'opera

Martire seminarista de la resistenza partigiana comunista, di appena 14 anni.
Beatificato il 05. 10. 2013.


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11 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 21/10/2013 19:03
    Giusto onorare chi, per amore, da più valore alla vita altrui che alla propria...
  • Raffaele Arena il 20/10/2013 22:17
    Una dedica meravigliosa che conferma, mi ripeto ma è così, la tua sensibilità e il tuo stile unico. Buonanotte.
  • Don Pompeo Mongiello il 10/10/2013 14:42
    Martire è chiunque di noi che la sua via segue, ed immolato è per lo bene a Dio devoto. Apprezzatissima questa tua!
  • Giulia Aurora il 08/10/2013 10:46
    Uno squarcio di vita e di coraggio per chi si è immolato per ideali una bella nota d'autore che ci erudisce sul nostro passato con personaggi meno noti
  • stella luce il 07/10/2013 18:05
    Grazie Rocco, io come molti di voi sanno sono di Modena e sabato ho assistito alla cerimonia della beatificazione di Rolando, è stato davvero densa di emozione... un beato ragazzino la sua storia è qualcosa di lacerante... grazie di tutto cuore per questo tuo componimento
  • loretta margherita citarei il 07/10/2013 17:54
    la guerra tira fuori sempre il peggio dalla gente, anche in coloro che combattevano i fascisti, complimenti rocco
  • Anonimo il 07/10/2013 17:17
    Grazie Rocco per averci dato maggiori informazioni su Rolando Rivi.
    I miei complimenti vivissimi, per il bellissimo Tanka.
  • Anonimo il 07/10/2013 13:07
    Un omaggio assai doveroso verso chi ha perduto la vita in giovane età vittima della disumanità altrui. Un tanka degno di lode per Rolando Rivi.
  • Vincenzo Capitanucci il 07/10/2013 09:00
    "Non cercatelo. Viene un attimo con noi partigiani"
    bellissima dedica... Mchele.. in un tanka... metricamente perfetto...
    lo cor vestia il divino..
  • Anonimo il 07/10/2013 07:53
    Doverosa dedica Rocco a questo giovane seminarista. A testimonianza, anche del fatto, che la disumanità e la cattiveria è uguale per tutti, anche per coloro che si consideravano buoni e che tendono a nascondere i loro scheletri.
    Bravissimo Rocco!
  • Caterina Russotti il 07/10/2013 07:51
    Complimenti, davvero bella... Un doveroso omaggio a una vita spezzata in tenera età .

5 commenti:

  • Giulia Gabbia il 08/10/2013 12:49
    Bella e significativa tutta da leggeree conservare... complimenti
  • Ugo Mastrogiovanni il 07/10/2013 18:40
    Bravo! Un uomo giusto, coerente, semplice e umano.
  • Chira il 07/10/2013 11:10
    Non sapevo ed ora grazie a te so... dolore e gloria in poche parole: bravissimo Rocco Michele!
  • Rocco Michele LETTINI il 07/10/2013 09:15
    Biografia (Da Wikipedia. org)
    Nato a San Valentino, frazione di Castellarano, secondo dei tre figli di Roberto Rivi e Albertina Canovi, entrò nel seminario di Marola nell'autunno del 1942 ma nel 1944, in seguito all'occupazione tedesca del paese, fu costretto a ritornare a casa. Non smise però di sentirsi seminarista né di indossare l'abito talare, nonostante il parere contrario dei genitori preoccupati per i gesti di odio antireligioso diffusi nella zona: gli atti di violenza e le uccisioni di sacerdoti diverranno infatti in quel periodo molto comuni.
    Il 10 aprile 1945 fu preso da un gruppo di partigiani comunisti,[1][2] che costrinsero il ragazzo quattordicenne a seguirli nella boscaglia. Ai genitori fu lasciato un bigliettino con scritto "Non cercatelo. Viene un attimo con noi partigiani"[1]. Dopo tre giorni di percosse, umiliazioni e sevizie, lo uccisero a colpi di pistola in un bosco di Piane di Monchio, frazione di Palagano[3].
    Seguendo le indicazioni di alcuni partigiani, comprese quelle dello stesso assassino[4], la sera del 14 aprile Roberto Rivi e don Alberto Camellini, curato di San Valentino, ne ritrovarono la salma che presentava il volto coperto di lividi, il corpo martoriato e le due ferite mortali, una alla tempia sinistra e l'altra all'altezza del cuore. L'indomani lo trasportarono a Monchio, dove ebbe esequie e sepoltura cristiane[5].
    Dopo la Liberazione, il 29 maggio 1945 la salma fu traslata e tumulata nel cimitero di San Valentino, con l'omaggio di tutti i parrocchiani.
    Essendo divenuta la sua tomba meta di pellegrinaggi, il 26 giugno 1997, con una solenne cerimonia, gli venne data nuova sepoltura all'interno della chiesa di San Valentino, nel sacrario dei parroci della pieve.
  • Anonimo il 07/10/2013 07:38
    un inchino a questa dedica...

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