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La natura violentata si ribella

Scorreva limpido un tempo un fiume azzurro
prati fioriti erbe profumate tante lungo il corso
poi di cemento alto duro ecco uno sbarramento
sparisce il verde un vasto immenso lago nasce
quello la corsa violentata qui mutata arresta
improvviso un giorno il temporale tuona pioggia
violenta torrenziale s'arrabbia il fiume si sbriciola
il cemento pochi secondi frana di colpo la montagna
sparisce dov'era la collina son strade vicoli contrade
dei paesi a valle l'alveo del fiume pietà non mostra
nella violenta corsa correndo verso il mare non s'arresta
acqua fango detriti portano solo morte e distruzione
piange una mamma il suo bambino travolto dalla piena
sotto la melma muore un fabbro nella sua officina
travolto portato via al bar seduto stava il pensionato.

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 07/10/2013 15:26
    mi ha fatto pensare alla tragedia del Vajont... fra pochi giorni saranno passati 50 anni...

    Tragicamente bella... Giuseppe...
  • Caterina Russotti il 07/10/2013 13:58
    Lentamente muore il popolo italiano... Che un dì poteva vantare di aver "prati fioriti". Splendida poesia con immagini che rendono l'idea di in popolo che va alla deriva.

1 commenti:


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