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Amica vedetta

Amica vedetta
che passi la notte
tra strade affamate
di grida già rotte,

soltanto la fretta
d'un passo sbiadito
rincorre la pioggia,
il pianto infinito

di madri sfiorite
nel seno maturo
che attendono ancora
il viso più puro.

Tu conti le vite,
disperse e derise,
di giovani spighe
per sempre recise

e vedi lontano,
tra sogni e rimpianti,
il campo bagnato
da mille e più fanti;

amici e nemici,
fucili e soldati
riposano assieme,
per sempre abbracciati

e come fratelli
si dànno la mano.
Già tace il cannone
fischiando più piano,

ma non il tuo cuore
di uomo malato
che grida sommesso
nel cielo irrorato.

Sospendi, compagna,
il piede già lento;
la senti la pioggia,
l'atroce lamento?

Quel pianto è il tuo,
quel pianto è il mio;
non è di nessuno.
È il pianto di Dio.

 

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1 recensioni:

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  • Sara Negretto il 11/10/2013 19:51
    Tristi e allo stesso tempo bellissimi questi versi che ci parlano di tragici eventi in modo così commovente.

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